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Il sindaco: violava le norme di sicurezza

Il sindaco: violava le norme di sicurezza

Corongiu: «Anche problemi di gestione, un edificio pubblico non può essere considerato casa propria»

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SANT’ANTIOCO. Il sindaco non ci sta a passare per quello che ha messo alla porta Chiara Vigo, per colui che ha fatto abbassare la saracinesca sul museo del bisso. «Io ho solo rispettato le norme – afferma Mario Corongiu –. Non potevo fare diversamente». Il primo cittadino di Sant’Antioco racconta la sua versione sulla vicenda che si concluderà oggi con l’esecuzione della sentenza di sfratto. «Il Comune non ha la possibilità di ristrutturare, ma i problemi di sicurezza esistono – spiega il sindaco –. L’impianto elettrico non è a norma. In passato c’era un progetto di restauro con la Conservatoria delle coste, ma la Vigo si è tirata indietro e quei fondi sono stati destinati ad altri interventi. Questa è la verità, anche se poi i pugni in faccia me li prendo io». Ma non c’è solo un problema legato alla sicurezza, anche alla gestione dello stesso museo. «Un immobile pubblico non può essere considerato casa propria. Non si può aprire e chiudere quando si vuole. Il bisso ha una storia importante qui a Sant’Antioco, nessuno lo mette in dubbio, ma esistono le leggi e vanno rispettate. Non si può pensare di venire dal cielo e fare in terra quello che si vuole».

La vicenda giudiziaria che ha visto contrapposti il Comune di Sant’Antioco e Chiara Vigo è cominciata il 23 dicembre di un anno fa, quando all’artista è stata recapitata l’ordinanza di sfratto emessa dall’amministrazione. Una doccia fredda a cui la Vigo ha risposto con una richiesta di sospensiva. «La situazione si poteva risolvere», dice il sindaco. La soluzione, fa capire Corongiu, doveva arrivare dalla Regione, che «anziché dare pacche sulle spalle doveva cercare un rimedio». A gennaio, proprio a ridosso dell’ordinanza di sfratto, il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore Claudia Firino, anche alla luce della petizione lanciata da Maria Grazia Cucinotta, si erano detti sensibili alla questione. Parole a cui Corongiu aveva risposto in maniera piccata. «Caro presidente Pigliaru, grazie per la solidarietà purché non sia gratis. Dal 2012 abbiamo deliberato di cedere alla Conservatoria delle coste, in comodato d'uso gratuito, il Montegranatico per la sua ristrutturazione. Progetto fallito, ma non per nostra volontà. Mi auguro che la Regione possa diventare attore principale, procedendo alla ristrutturazione dello stabile che potremo cedere volentieri, affinché il Museo del bisso sia ospitato in locali a norma». Progetto fallito. Per ora. (al.pi.)

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