La Nuova Sardegna

L’auto incendiata, arrestato l’ex marito

di Kety Sanna
L’auto incendiata, arrestato l’ex marito

L’attentato ai danni della figlia del sindaco, in manette benzinaio di 39 anni: è stato incastrato dalle telecamere

3 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A OROTELLI. A nove giorni dall’attentato incendiario a Orotelli ai danni di Tania Marteddu, figlia del sindaco Nannino, a cui la notte del 28 settembre era stata data alle fiamme l’auto (oltre la sua presero fuoco anche tre vetture dei carabinieri), è arrivata la svolta nelle indagini con l’arresto del presunto autore. Si tratta di Giovanni Pes, benzinaio di 39 anni ed ex marito della donna. Per lui l’accusa è di essere l’autore dell’attentato intimidatorio nei confronti della figlia del primo cittadino nonchè madre di suo figlio. A suo carico ci sarebbero pesanti indizi di colpevolezza emersi nel corso delle indagini che da subito, nonostante gli investigatori non abbiano mai escluso alcuna pista, puntavano sul movente passionale.

A determinarne l’arresto, importanti elementi emersi dalla visione dei filmati degli impianti di videosorveglianza, sia della caserma dei carabinieri che di alcune abitazioni private. Dati rilevanti che hanno portato poi il gip del tribunale di Nuoro ad emettere nel confronti dell’indagato un ordine di custodia cautelare in carcere. Pes, infatti, è ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti dell’ex moglie.

Quando all’alba di eri i carabinieri della compagnia di Ottana, guidati dal capitano Massimo Meloni, hanno bussato alla porta della sua abitazione, l’uomo sarebbe rimasto molto sorpreso e una volta giunto nel carcere di Badu’e carros si sarebbe chiuso nel silenzio. Secondo l’accusa, la notte del 28 settembre è lui che avrebbe dato alle fiamme i mezzi in sosta proprio davanti alla caserma dei carabinieri, in via Vittorio Emanuele. Incurante delle telecamere che sorvegliano il piazzale esterno del comando, a pochi passi dalla villetta del sindaco, avrebbe agito mettendo a segno il suo piano di vendetta. Sempre per l’accusa, all’origine dell’azione delittuosa ci sarebbe un matrimonio fallito. Una storia d’amore durata anni, iniziata quando Giovanni Pes e Tania Marteddu erano ancora giovanissimi e chiusa poi due anni fa con una separazione. Forse maggiormente dolorosa proprio a causa della presenza del bambino che da allora vive con la mamma. Ieri la notizia dell’arresto dell’uomo è stata accolta con molta incredulità nel paese della Barbagia. Gruppi di anziani seduti sui muretti a godersi il clima ancora caldo, hanno preferito non dire nulla. Altri, pur preferendo non pronunciarsi sulle vicende personali, hanno voluto sottolineare il fatto che Giovanni Pes è «uno tranquillo».

«È difficile credere che sia stato lui – hanno commentato in tanti – non è capace di fare azioni di questo tipo. E se veramente verrà provata la sua responsabilità significa che Gianni ha perso la testa». Di famiglia tranquilla, la madre è dipendente comunale e il padre è un ex operaio delle fabbriche di Ottana, l’indagato non risulta abbia mai avuto guai con la giustizia. «Anche dopo la separazione si mostrava tranquillo – hanno aggiunto in paese – Certo, nessuno di noi può sapere come uno sta veramente, ma lui era sempre sorridente. Felice quando era in compagnia del figlio».

Ma per gli inquirenti che hanno condotto le indagini, la sagoma scura che quella notte di fine settembre ha innescato le fiamme nella Peugeot 207 della figlia del sindaco di Orotelli era proprio lui.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative