La Nuova Sardegna

la proposta della regione

Osservatori imparziali per vigilare sulle basi

CAGLIARI. Servono osservatori ambientali indipendenti nelle aree dov’è più intensa l’attività di addestramento militare. Sentito per la seconda volta dalla commissione parlamentare sull’uranio...

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CAGLIARI. Servono osservatori ambientali indipendenti nelle aree dov’è più intensa l’attività di addestramento militare. Sentito per la seconda volta dalla commissione parlamentare sull’uranio impoverito, Francesco Pigliaru ha rilanciato la sua proposta, battendo con forza sul tasto della salute, dentro e fuori le basi: «In queste giornate - ha detto il governatore - credo che questa esigenza sia emersa in tutta la sua urgenza, anche dalle parole dei sindaci e degli altri interlocutori del territorio che avete ascoltato. Le peculiarità di ciascun contesto che avete visitato rendono evidente la necessità e ancora di più la necessità della loro terzietà». Insomma: basta coi militari che controllano i militari. Serve una verifica da parte di un organismo civile, pubblico e trasparente: «Noi siamo disposti a fare la nostra parte attraverso l'Arpas - ha detto il presidente – per noi il monitoraggio ambientale deve essere un'attività sistematica e non frutto di una risposta emergenziale».

Per Pigliaru è indispensabile che «non vi sia alcun dubbio sull'integrità dell'ambiente e sull'assenza di rischi e di minacce per la salute». Ancora: «Mi preme segnalare la necessità che le attività di analisi e di intervento ambientale non si limitino alle aree militari di terra, ma che un'attenzione particolare venga data, finalmente, anche ai tratti di mare. Voi sapete che in Sardegna oltre 80 km di costa non sono accessibili ad alcuna attività produttiva, nelle zone demaniali e soggette servitù, infatti, sono interdette per la gran parte dell'anno le normali attività umane ed economiche, comprese quelle di ancoraggio e pesca. Quando abbiamo parlato della necessità di un riequilibrio della presenza militare lo abbiamo fatto pensando ad alcune spiagge di Capo Teulada, Capo Frasca e Capo San Lorenzo, La Maddalena. Sono luoghi che devono poter avere una possibilità di sviluppo alternativo e che è tempo di restituire ai comuni». Per il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau serve «un addendum al patto per la Sardegna che scriva il piano per la progressiva diminuzione delle aree soggette a vincoli militari e la totale dismissione dei poligoni» oltre che «la compensazione economica dei danni ambientali, sanitari e allo sviluppo subiti a causa del gravame militare, insieme con le risorse necessarie per le bonifiche e la riconversione dei siti. Non bisogna ripetere gli errori commessi alla Maddalena dopo la dismissione della base Usa, le aree gravate da servitù militari devono essere riconsegnate ai sardi».

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