La Nuova Sardegna

Miracolo della Caritas: accolti 150 profughi

Erano rimasti al porto di Cagliari senza destinazione, finalmente hanno abbandonato le banchine

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SASSARI. Anche gli ultimi 150 migranti hanno trovato una destinazione. Dopo una notte trascorsa in nave a una nel terminal delle crociere del porto di Cagliari, anche l’ultimo contingente rimasto senza destinazione è stato assegnato alle cure della Caritas e ha abbandonato la banchina. La soluzione è arrivata nella tarda serata di ieri dopo che erano state superate le tante difficoltà riscontrate nella distribuzione del 1258 migranti arrivati a bordo della Rio Segura con un preavviso troppo breve e, soprattutto, su un isola che non ha posti disponibili. A dare una mano allo stato ci ha pensato la Caritas che già da tempo è al centro di progetti di integrazione e di piani di inserimento caldeggiati recentemente anche dall’arcivescovo di Cagliari, Arrigo Miglio, che ha ripreso l’idea di accoglienza diffusa da Papa Francesco. Un messaggio accolto senza indugio dalla Caritas che è riuscita ad allestire progetti di accoglienza diffusa che possono dare una risposta diretta al tema dell’immigrazione, soprattutto, dell’integrazione.

A Sassari è arrivato quasi a conclusione il progetto “Rifugiato a casa mia”, organizzato proprio dalla Caritas e rivolto ai migranti che hanno ottenuto lo status di rifugiato politico: «La nostra missione è provare a integrare i profughi nella nostra realtà, con l’aiuto delle parrocchie e delle famiglie – spiega il portavoce della Caritas Sassarese, Gianfranco Addis – ed è anche un modo molto efficace per sensibilizzare l’opinione pubblica all’accoglienza». i profughi ospitati a Sassari vivono a stretto contatto con la comunità e possono contare sull’aiuto di alcune “famiglie tutor” che sino prese cura di loro e hanno risolto le esigenze. Tra gli ospiti anche un intero nucleo familiare di tre persone, di cui una è un bimbo di appena un mese di vita. Ma il progetto è agli sgoccioli e c’è il rischio che si possa perdere l’intera esperienza: «La famiglie hanno proposto una proroga di tre mesi. Speriamo possa essere accettata», conclude Addis.

L'assessore regionale Donatella Spano, poi, riprende l’appello del presidente: «Anche stavolta abbiamo fatto la nostra parte per contribuire al salvataggio delle vite umane e ne siamo orgogliosi ma il sistema regionale ha risposto nuovamente con professionalità. Ma, come scrive il presidente della Regione Francesco Pigliaru nella lettera al ministro Alfano, deve essere rispettata l'equa ripartizione delle quote fra le Regioni». (c.z.)

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