La Nuova Sardegna

Le amicizie pericolose dei social

I tribunali invasi da cause che nascono da liti avvenute nelle bacheche private

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Più che un network sociale, Facebook sembra ormai un ring virtuale, dove le amicizie si avvelenano nel tempo di un thread. Nel caso di Is Mirrionis a Martin Aru non è bastato insultare e bannare Alessandro Picci: pur di risolvere la questione è andato dritto incontro al rischio di ergastolo. In migliaia di altre situazioni le liti scatenate sulle bacheche pubbliche e private finiscono nelle procure sotto forma di querele per diffamazione. Spiegare perché il confronto di opinioni online faccia emergere le peggiori tendenze caratteriali è argomento buono per i sociologi e talvolta per i medici psichiatri. La certezza è che il limite della continenza e il rispetto del prossimo vengono superati troppo spesso, tant’è che i tribunali sono letteralmente invasi da fascicoli riferiti a liti in genere prive di senso, che nascono su temi politici, sociali, soprattutto sui problemi legati all’immigrazione. Liti che al contrario di quanto si pensi non restano nel privato dei contendenti, ma sconfinano in aree pubbliche e si trasformano in diffamazione. Non a mezzo stampa come taluni credono, ma via internet, una fattispecie diversa che comporta - quando la Procura ritiene che il reato sia stato compiuto - la citazione a giudizio diretta, con la competenza che va al tribunale monocratico. Il numero dei casi è ormai fuori controllo e per le Procure rappresenta uno spauracchio, perché obbliga il magistrato a disporre un’indagine informatica affidata alla Polizia postale, che certo avrebbe reati molto più seri di cui occuparsi. E’ il prezzo da pagare alla libertà di espressione, troppo spesso confusa con la licenza di insultare. Per fortuna non tutti la risolvono a revolverate, il problema però esiste e non va sottovalutato. (m.l)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative