La Nuova Sardegna

Villasimius, la “talpa” informava il sindaco

Indagato un finanziere che fotografava di nascosto gli atti dell’indagine e li trasmetteva a Dessì

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. C’era una talpa al gruppo di Cagliari della Guardia di Finanza, che informava il sindaco Gianluca Dessì sugli atti dell’inchiesta con dieci indagati per abuso d’ufficio su Villasimius. Giorno dopo giorno il capo dell’esecutivo conosceva il contenuto degli esposti ricevuti dalla Procura, sapeva in anticipo quali verifiche sarebbero state disposte sull’attività della giunta comunale, del consiglio e degli uffici. L’informatore clandestino - stando alla indagini - è un finanziere: fotografava i documenti con lo smartphone e li trasmetteva all’amico Dessì. I colleghi se ne sono accorti quando hanno sequestrato telefonini e computer, dove sono saltati fuori i file immagine delle carte riservatissime uscite dal loro ufficio. Il nome del militare è ancora coperto dal segreto investigativo. Si sa soltanto che è iscritto al registro degli indagati con l’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio, da condividere col sindaco. Il pm Giangiacomo Pilia, che conduce l’inchiesta giudiziaria, è impegnato a esaminare in queste ore le 250 pagine del rapporto consegnato nei giorni scorsi dalla Guradia di Finanza al suo ufficio. Una volta valutata la gravità della condotta di cui è accusato il finanziere il magistrato deciderà se chiedere al gip un provvedimento di sospensione o il trasferimento.

La novità, piuttosto inquietante, è emersa durante il lavoro d’indagine compiuto nel fine settimana, dopo l’imponente perquisizione con sequestro di atti portata a termine dai finanzieri a Villasimius. Nelle mani degli investigatori, che si sono mossi su iniziativa del pm Pilia, sono finite le carte che potrebbero incastrare amministratori e consiglieri della maggioranza a responsabilità gravi anche sul piano politico.

Fino a questo momento sono indagati con l’accusa di concorso in abuso d’ufficio il sindaco Dessì - che l’ha “confessato” su Facebook - il vicesindaco Daniele Pili, gli assessori Enrico Cogoni, Alessandro D’Alise con buona parte dei consiglieri di maggioranza, oltre che il capo dell’ufficio tecnico comunale Giovanni Barracciu. Non risulta invece iscritta al registro degli indagati l’assessora Elena Marini, che all’approvazione della delibera incriminate era assente.

L’inchiesta è orientata su tre fronti: stando a quanto accertato dalla Guardia di Finanza sarebbe stata approvata illegalmente una variante urbanistica per assegnare maggiori volumi edificabili al sindaco. Si parla poi di una nomina illegittima nell’ufficio di gabinetto del sindaco e di abusi edilizi commessi nella costruzione del ristorante Il Miraggio e del locale Cocorito, sui quali alcuni amministratori avrebbero interessi diretti o indiretti. Il materiale d’indagine è riferito a una lunga serie di delibere, che rimandano anche ad amministrazioni del passato. L’impressione è che la Procura abbia messo le mani su qualcosa di molto più vasto di quanto appaia in questa fase e che l’indagine delle Fiamme Gialle possa scoperchiare la pentola delle illegalità che da decenni bolle a Villasimius e nei dintorni, con interessi enormi che abbracciano l’edilizia turistica e l’attività immobiliare privata. (m.l)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative