Piras: Alghero non è stata discriminata
L’assessore replica al sindaco: «Interpretate correttamente le norme, si rischiava di essere estromessi del tutto»
ALGHERO. «L’identificazione delle aree di crisi in Sardegna è il risultato della corretta interpretazione delle norme, a tutela di tutte le aree». È la netta presa di posizione con cui l’assessore regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras, replica alle accuse mosse dalla Riviera del corallo per l’esclusione del territorio di Alghero dalla perimetrazione dell’Area di crisi complessa del Polo industriale di Porto Torres, che è stato limitato al bacino di Sassari e Porto Torres. «Il territorio di Alghero non è discriminato», assicura Maria Grazia Piras, che spiega le ragioni per cui la città catalana e la sua area industriale, inizialmente inserita nella proposta avanzata al Ministero dello Sviluppo economico, sia poi stata cancellata. «Nella delibera del 13 settembre 2016 la giunta regionale aveva individuato il territorio per il riconoscimento dell’Area di crisi industriale complessa legato alla deindustrializzazione del petrolchimico di Porto Torres – ricorda l’assessore – comprendendo i Sistemi locali del lavoro di Sassari e Alghero». Ma c’è un ma. «A seguito di istruttoria tecnica, il ministero ha raccomandato di ridurre la perimetrazione della suddetta area complessa per renderla più coerente con le previsioni normative – prosegue Maria Grazia Piras – a pena di estromissione dell’intero territorio dal riconoscimento di crisi industriale complessa». Per scongiurare questa prospettiva, che avrebbe impedito all’intero territorio di beneficiare in termini finanziari e anche in termini di attrazione degli investimenti, «la giunta, conformemente all’istruttoria tecnica ministeriale, ha identificato quale area di crisi industriale complessa il Sistema locale del lavoro di Sassari, comprendendo nella proposta i Comuni di Sassari e Porto Torres», è la spiegazione fornita dall’assessore regionale al sindaco di Alghero, Mario Bruno, e al vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Marco Tedde, che nei giorni scorsi avevano aspramente contestato la decisione assunta dalla giunta regionale con una delibera del 30 settembre. «La giunta regionale riconosce la gravità della situazione socio-economica dell’intero territorio – è la rassicurazione – a breve esamineremo una proposta di identificazione di aree di crisi non complesse». In una conferenza stampa tenuta martedì mattina, Mario Bruno l’aveva definita una compensazione e si era detto non disponibile ad accettarla, anche perché mancherebbe il decreto ministeriale necessario per l’attivazione. «Dopo una consultazione con le Regioni, il decreto è stato emanato il 4 ottobre scorso – precisa ancora Maria Grazia Piras – al momento, le analisi tecniche svolte dall’assessorato dell’Industria suggeriscono che il Sistema locale del lavoro di Alghero abbia i requisiti per essere candidato».
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