A tu per tu con Stella: è dolphin watching mania
Turisti incantati di fronte alle evoluzioni di sedici cetacei adulti e una “cucciola” Un progetto pilota con tanto di certificazione di sostenibilità ambientale
GOLFO ARANCI. Stella guizza tra le onde in una danza d’amore con mamma delfino, da cui non si allontana mai. Insieme si avvicinano alla barca, s’immergono e poi risalgono in superficie, si fanno ammirare e coccolare dagli sguardi stupiti dei turisti. Uno spettacolo della natura a neppure mezzo miglio dal porto di Golfo Aranci: in queste acque, vivono gli abitanti più amati del mare, 17 delfini, di cui Stella, un mese e mezzo circa di vita, è l’ultima arrivata nella nursery sommersa.
Il “dolphin watching”, l’attività di avvistamento dei delfini, si sta diffondendo sempre di più nell’offerta turistica di diving e operatori dediti alle escursioni in mare. Attività che a Golfo Aranci –, primo e unico comune in tutta Italia – ora vanta la certificazione di sostenibilità ambientale rilasciata da Friend of the sea, programma di certificazione internazionale per le attività di dolphin e whale watching sostenibili. A ottenere la certificazione, a tutela dell’ambiente marino e di un turismo ecosostenibile, sono quattro operatori locali che hanno aderito al progetto lanciato da Wolrdrise, organizzazione onlus di cui è presidente Mariasole Bianco, laurea in biologia marina e master in Australia (dove si è dedicata allo studio della barriera corallina), componente della Commissione mondiale delle aree protette, ospite frequente della trasmissione tv Kilimangiaro. La biologa marina, innamorata del mare di Golfo Aranci, dove a 15 anni ha preso il brevetto per sub, ha dato vita al progetto “Golfo dei delfini”, e ha redatto la prima autoregolamentazione sull’avvistamento dei mammiferi marini, in collaborazione con quattro operatori locali, ora certificati da Friend of the sea: il Centro immersioni Figarolo, Dst Sardegna-Diving and snorkeling team, Cds diving & marine services, Viking II. «Regole che si rifanno alle linee guida internazionali applicate per uno sviluppo economico sano e sostenibile», hanno spiegato Mariasole Bianco e Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea, ai giornalisti arrivati da tutta Italia, ai quali hanno presentato l’iniziativa al termine di una escursione in mare, prova pratica di “dolphin watching” certificata “amica del mare”. E loro, i protagonisti del progetto, hanno fatto gli onori di casa, avvicinandosi alle barche, facendosi ammirare e fotografare in tutta la loro tenerezza. «È importante che gli operatori rispettino determinate regole di comportamento in modo da consentire una naturale relazione tra l’uomo e i delfini, e assicurare la sostenibilità della loro attività», hanno spiegato. Quattro le regole fondamentali: il rispetto delle distanze di sicurezza - gli operatori non devono avvicinarsi ai delfini a meno di 60 metri - e della velocità di navigazione massima di 5 nodi. Non è consentito nuotare con i delfini o cibarli, considerati i rischi che entrambe le attività comportano sia per i delfini che per l’uomo. Ma il progetto lanciato da Mariasole Bianco – e sostenuto dal comune di Golfo Aranci – ha anche un’altra finalità: sfruttare l’attività di avvistamento dei tursiopi per promuovere la destagionalizzazione. Anche perché il “dolphin watching” ha un importante ricaduta economica sul territorio. A confermarlo è l’analisi dell’indotto indiretto. Un’indagine condotta dalla responsabile scientifica del progetto, Cristina Fiori, da giugno a settembre 2016, evidenzia dati eloquenti: i 3. 682 turisti che hanno partecipato alle uscite di “dolphin watching” hanno speso su Golfo Aranci 4 milioni 366mila euro.
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