Il futuro è nelle nuove specie

Ciriaco Loddo: «I marroni sono la varietà che ha la resa più alta»

SASSARI. La risposta è arrivata dalla lotta biologica. Quando i castagni sembravano destinati a soccombere sotto i colpi del cinipide c’è stato l’intervento dell’agenzia Laore e degli insetti antagonisti: «L’inserimento in larga scala dei torymus sinensis ha risolto i problemi che abbiamo avuto negli anni passati – spiega Ciriaco Loddo, presidente dell’associazione dei castanicoltori di Desulo – e adesso la situazione è molto più tranquilla».

Ma a dare una mano al futuro delle castagne ci ha pensato anche la buona sorte: «Effettivamente le piogge tra agosto e settembre sono state un toccasana per la maturazione dei ricci – dice Loddo – anche se sarebbe stato meglio se fossero cadute a metà agosto». I buoni proposito per il 2016 sono comunque in piedi e fanno il paio con le superfici che le castagne stanno riconquistando tra i rilievi della Barbagia: «Adesso l’estensione è di circa 1500 ettari a cui devono esserne aggiunti 150 in cui stanno crescendo le piante di marroni, una delle varietà che rendono meglio e che sono state immesse da Laore – aggiunge il presidente dei castanicoltori – e che ha anche garantito incentivi a chi avesse scommesso sulle nuove colture».

Una scelta dovuta perché la qualità più ricercate sono quelle che rispettano alcune caratteristiche che non possono mancare in un prodotto d’eccellenza: «Ci sono tre aspetti da rispettare perché il frutto possa avere un buon mercato – spiega ancora Ciriaco Loddo – innanzi tutto deve essere sbucciabile, perché a nessuno piacciono la castagne che vengono aperte con difficoltà. Poi devono avere una dimensione accettabile. In altre parole, non possono essere troppo piccole. Infine, la conservabilità: una castagna deve resistere un po’ di tempo prima di andare a male. Le castagne sarde hanno queste caratteristiche ma le qualità impiantate negli ultimi tempi sono superiori e possono rendere meglio».

La produzione, al momento, è incerta. Nel senso che per valutarla fino in fondo è necessario che tutti i castagneti arrivino a regime. Da quel momento in poi la produzione si dovrebbe attestare tra i 20 e i 30 quintali per ogni ettaro. Il prezzo al chilo, invece, è il più basso in Italia e può arrivare anche sotto i 2 euro al chilo. Ma, anche in questo caso, i costi dipendono dalle qualità. (c.z.)

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