La Nuova Sardegna

Barista pestato e derubato

di Luciano Onnis
Barista pestato e derubato

Quartu, in cella tre sequestratori. L’uomo è stato portato via all’uscita di un locale

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QUARTU SANT’ELENA. Usciva dal lavoro nel ristorante dove fa il cameriere, notte fonda, piazza Dessì era deserta. All’inizio non si è quasi accorto della Golf nera che lo stava illuminando coi fari e che si dirigeva verso di lui. Poi, in un attimo, si è reso conto che la macchina si fermava accanto a lui, lo sportello si apriva, due persone uscivano, lo afferravano e lo cacciavano dentro l’auto. Dentro l’auto c’erano quattro persone, tutte più o meno della sua età (27 anni), la macchina si dirige verso Molentargius, si ferma nella pineta, il giovane viene tirato fuori di nuovo a forza dalla macchina, in due lo denudano e comincia un pestaggio feroce con una mazza da baseball che lo colpisce in tutto il corpo con molta violenza. Non paghi i quattro gli portano via portafogli e telefono. Il giovane sta malissimo, ma si alza, avanza fino alla strada, chiede aiuto. Una macchina si ferma e il conducente gli presta il cellulare, il giovane chiama i genitori che lo portano al pronto soccorso dell’ospedale Brotzu. Qui lo ricoverano, gli fanno una serie di controlli. Non lo mandano a casa perché deve stare in osservazione: il giovane non corre pericolo di vita, ma i colpi sono stati piuttosto pesanti. Intanto i carabinieri raccolgono la sua testimonianza e vanno a cercare i presunti aggressori. Ne trovano tre: sono Elvio Cocco, 27 anni, pluripregiudicato, Giampaolo Caredda, 22 anni, Mirko Moretti, 29 anni anch'egli barista. Il quarto è ricercato. Che cosa abbia scatenato la furia dei quattro è ancora al vaglio attento dei carabinieri della compagnia di Quartu comandata dal capitano Raffaele Cossu. Ma i motivi sarebbero dei più futili: a dire di uno dei tre arrestati, il cameriere due giorni prima aveva rubato soldi dal portafogli di uno di loro quando questi si trovava a cena nel suo ristorante. Gli investigatori non danno spiegazioni, ma anche se il motivo fosse reale (e il cameriere sembra persona ben lontana da comportamenti del genere) non si giustifica un sequestro di persona a scopo di rapina in concorso, le accuse mosse ai tre arrestati.

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