In tribunale il saluto commosso tra i familiari delle vittime
NUORO. Stretti nel dolore. Si sono guardati negli occhi gonfi di lacrime, si sono stretti le mani senza dire una parola. Ma quel silenzio valeva più di milioni di parole. Era il silenzio di due...
NUORO. Stretti nel dolore. Si sono guardati negli occhi gonfi di lacrime, si sono stretti le mani senza dire una parola. Ma quel silenzio valeva più di milioni di parole. Era il silenzio di due famiglie devastate da un dolore che non avrà mai fine. Rita Gaddeo, mamma di Gianluca Monni, assassinato a Orune la mattina dell’8 maggio 2015, è arrivata in tribunale con gli avvocati Rinaldo Lai, Antonello Cao e Margherita Baragliu. Il padre e le sorelle di Stefano Masala, il giovane scomparso misteriosamente da Nule la sera del 7 maggio 2015, erano insieme all’avvocato Caterina Zoroddu. Attimi e silenzi lunghi come le vite spezzate dei loro ragazzi.
Poi tutti sono entrati in aula per l’incidente probatorio convocato dal gip, Mauro Pusceddu, per l’affidamento a un esperto informatico di una serie minuziosa di perizie su telefoni cellulari, tablet, pen drive e personal computer sequestrati dai carabinieri del Comando provinciale di Nuoro durante le indagini. Per cercare la prova che possa incastrare davanti a precise responsabilità Alberto Cubeddu, 21 anni, il giovane di Ozieri imputato insieme al cugino, adesso diciottenne, Paolo Pinna, dell’omicidio di Gianluca Monni e della scomparsa e occultamento di cadavere di Stefano Masala.
L’incidente probatorio disposto per una serie di accertamenti tecnici irripetibili sugli apparecchi informatici sequestrati ha inizialmente rischiato di saltare per alcune eccezioni procedurali presentate dall’avvocato Mattia Doneddu che, insieme al collega Patrizio Rovelli, difende Alberto Cubeddu. In aula erano presenti anche gli avvocati Maria Claudia Pinna e Gianluigi Mastio che difendono quattro indagati coinvolti in questa parte dell’inchiesta.
Le apparecchiature sequestrate dai carabinieri dovranno essere esaminate dall’ingegnere informatico Giancarlo Rosa, che riceverà l’incarico dal gip Mauro Pusceddu, nella prossima udienza fissata per venerdì 21. In quell’occasione sarà consegnato all’informatico tutto il materiale sequestrato, dal quale dovrà estrapolare tutti gli sms, i messaggi sui social, i video e le foto relative alle conversazioni tra i due imputati degli omicidi, Pinna e Cubeddu. Ma anche quelli fra loro e altri indagati. La richiesta dell'incidente probatorio è stata fatta dal pubblico ministero Andrea Vacca, convinto che dalle conversazioni e dai messaggi possano arrivare prove schiaccianti a carico di Alberto Cubeddu, arrestato con il cugino Paolo Pinna a maggio. (plp)
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