«La nuova Equitalia, lavoratori da tutelare»

La Fiba chiede garanzie sul trasferimento dei dipendenti alla nuova agenzia di riscossione

SASSARI. Nessuna abolizione, ma una semplice “operazione di restyling” che intacca solo la facciata. Ma che potrebbe avere pericolose implicazioni per quanto riguarda i livelli occupazionali e la parte economica dei lavoratori. Quella della Fabi, Federazione autonoma bancari italiani, è una bocciatura: «Il decreto che ha sancito la morte di Equitalia ha l'unico scopo di porre sotto controllo della politica la governance del neonato ente». Ma è fondamentale tutelare i dipendenti, 800 nell’isola, perché «dall'attuale testo si evince che i lavoratori non idonei alle selezioni saranno i primi dipendenti pubblici ad essere licenziati». Secondo la Fabi «è inaccettabile che il trasferimento dei lavoratori alla nuova Agenzia sia condizionato al superamento della selezione e verifica delle competenze. I lavoratori – dicono il coordinamento regionale della Federazione e le Rsa della Sardegna Equitalia Riscossioni– vanno trasferiti tutti senza se e senza ma, visto che la loro professionalità espressa in tutti questi anni parla per loro. Inoltre ci chiediamo chi dovrebbe verificare l'idoneità, e il verificatore che tipo di formazione dovrà avere? Ancora, la Fabi domanda chi decide temi e argomenti per la valutazione di lavoratori che come gli «ufficiali della riscossione e gli ex collettori sono assunti e nominati con abilitazione rilasciata dal Procuratore della Repubblica dall’allora ministero delle Finanze». Ecco il percorso da seguire secondo i bancari: «Con la trasformazione di Equitalia in agenzia delle Entrate e Riscossione, il personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato, in servizio alla data di entrata in vigore del decreto fiscale firmato oggi dal presidente della Repubblica, senza soluzione di continuità e con la garanzia della posizione giuridica ed economica maturata alla data del trasferimento deve essere trasferito alla nuova agenzia con il contratto di categoria di provenienza, cioè del settore del credito».

La Fabi annuncia che si opporrà con tutti i mezzi a disposizione affinché «il decreto così come è scritto non passi mai, per garantire il rispetto della dignità e delle aspettative di tutti i lavoratori e lavoratrici, attivando se necessario tutte quelle azioni di lotta sindacale e di tutela politica e giuridica a sostegno della categoria».

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