Alghero, gli ultimi voli di Ryanair per l’Europa
Al Riviera del corallo si chiude martedì 2 novembre con Londra e il 10 con Bruxelles. L’appello del sindaco: non tutto è perduto, ma la Regione deve muoversi
ALGHERO. È come quando finisce una storia d’amore. Per non dirsi addio ci si attacca a ogni dettaglio, lo si trasforma in un inequivocabile segnale del fatto che, in fondo, è solo un arrivederci. Oggi però all’aeroporto internazionale Riviera del corallo di Alghero finisce un’epoca. Il novembre 2016 sembrava solo uno spauracchio, un “ricatto commerciale” di Ryanair per ottenere tutto quello che voleva. Invece è arrivato e ha chiuso una stagione durata sedici anni: dal giugno del 2000, quando decollò il primo volo diretto per Londra Stansted, al 2 novembre, quando quella tratta sarà coperta per l’ultima volta. In mezzo, sedici anni di collegamenti internazionali, Alghero e il territorio che recuperano punti nello scacchiere turistico globale, la crescita di una “Ryanair generation” sarda che vola con facilità, che gira l’Europa, che studia e lavora lontano dall’isola ma torna spesso e volentieri, per importare entusiasmo, conoscenza e ricchezza anche in Sardegna. Il 10 novembre la compagnia dublinese collegherà per l’ultima volta Alghero e l’Europa. Destinazione Bruxelles Charleroi.
Manco a farlo apposta: la capitale belga è uno dei punti in cui il “progetto Riviera del corallo” si è trasformato in una matassa inestricabile. Dal problema degli incentivi, sospesi per timore che le indagini comunitarie li riconoscessero come aiuti di Stato, a quello delle tasse governative ribattezzate “salva Alitalia”, sino ad arrivare alle scelte della Regione, fortemente contestate dal territorio ma difese con determinata convinzione dal presidente Francesco Pigliaru e dall’assessore regionale dei Trasporti, Massimo Deiana. Sino ad arrivare ad Alghero e al Nord Ovest Sardegna, che si è scoperto debole, debolissimo. Con un sistema turistico che si è accorto di essere Ryanair dipendente. Almeno a questo la lezione è servita. Sino a un anno fa, Ryanair collegava Alghero con Stoccolma, Goteborg, Parigi, Dublino, Ancona, Torino e Trieste, con Barcellona, Madrid, Dortmund, Dusserdolf, Roma-Ciampino, Cuneo e Treviso e ancora con Londra, Bratislava, Bruxelles, Eindhoven, Francoforte, Memmingen, Bologna, Pisa e Bergamo.
In questo rigido inverno resteranno solo gli ultimi tre. I primi sette sono saltati lo scorso autunno, gli altri sette sono stati tagliati in primavera e gli ultimi sei collegamenti internazionali finiscono in questi giorni. Oltre che per Bologna, Pisa e Bergamo, si viaggerà con Alitalia per Roma e Milano, con WizzAir per Bucarest e con People Fly per Barcellona. Per non pensare che sia finita, Alghero si appiglia al fatto che i voli Ryanair della “Summer 2016” sono di nuovo prenotabili da marzo. Come a dire, ci sarà un’altra primavera. Non solo. Quel primo volo estivo per Bergamo, che partirà alle 7.05 del mattino, baserà di nuovo sulla pista di Nuraghe Biancu. «Non tutto è perduto, ma ora la Regione si muova e prenda i provvedimenti che servono», dicono gli ottimisti e quelli che non si arrendono, Mario Bruno in testa. «Un anno sprecato, e poteva essere quello della definitiva consacrazione della destinazione Alghero», lamentano la maggior parte, a iniziare dagli imprenditori, terrorizzati da un inverno di solitudine e conti da far quadrare comunque. Per ora, intanto, è finita. Umberto Borlotti, ex direttore generale di Sogeaal e deus ex machina di quel modello “Ryanair-centrico”, non ne può la vita. «Hanno distrutto un progetto senza averne un altro, l’hanno lasciato morire senza fare niente per sostituirlo con uno migliore – dice – magari l’aeroporto ripartirà e avrà risultati migliori, ma per ora hanno solo distrutto».
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