Onorato: rotta con la Corsica, ci penso io
Dopo l’addio della Blue Navy l’armatore è pronto a garantire la tratta con Santa Teresa senza ricevere contributi
SANTA TERESA. Da vecchio lupo di mare che sa come affrontare le burrasche, Vincenzo Onorato lancia una ciambella di salvataggio per la rotta Santa Teresa-Bonifacio, che rischia di restare priva di collegamenti marittimi.
«Mi prendo l’onere di assumere i quarantadue marittimi della ex Saremar, garantendo un collegamento annuale sulla rotta transfrontaliera. Sono disposto a prendere a nolo, alle tariffe di mercato, il traghetto Ichnusa e concordare, con le amministrazioni regionali della Corsica e della Sardegna, le tariffe e le frequenze di collegamento giornaliere. Infine, per venire incontro alle esigenze di trasporto delle due regioni, rinuncio sin d’ora ad ogni contributo pubblico, evitando così il bando di gara internazionale».
Il presidente della Onorato Armatori, la holding armatoriale che controlla le compagnie di navigazione Moby, Toremar e Cin-Tirrenia, ha preso questa decisione dopo essere stato, nei giorni scorsi, a Santa Teresa di Gallura e Bonifacio.
«Nella cittadina corsa mi sono intrattenuto con la gente del posto, con la quale ho parlato a lungo ascoltando le loro proposte, così come ho fatto con molti teresini. Tutti mi pregavano di continuare la linea di navigazione anche d'inverno, per non isolare due importanti porti isolati. E allora ho deciso di continuare anche d'inverno, quando i collegamenti sono in grave perdita, tant'è che la Blu Navy si è guardata bene dal continuare. Il problema dell'occupazione dei marittimi di nazionalità italiana è la battaglia della mia vita, un primo passo molto importante è la proposta di legge Cociancich, grazie alla sensibilità del governo Renzi».
Un ddl, il numero 2228, che limita i benefici fiscali del Registro internazionale alle sole navi che imbarcano in via esclusiva equipaggi italiani o comunitari. L’emendamento Cociancich, che è passato al vaglio delle due camere, ha portato in Parlamento lo scontro fra Emanuele Grimaldi, presidente di Confitarma (la confederazione degli armatori italiani) e amministratore delegato del gruppo Grimaldi, e Vincenzo Onorato, il capo indiscusso di Moby e Tirrenia. Il testo licenziato prevede le «disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alla Ue» in cui sostanzialmente, all’articolo 24, è scritto che possono essere concessi benefici fiscali e sgravi contributivi solo alle imprese che sui traghetti merci e passeggeri, adibiti a traffici commerciali fra porti nazionali, continentali e insulari, «anche a seguito o in precedenza di un viaggio proveniente o diretto in un altro Stato», imbarcano esclusivamente personale italiano o comunitario. Un’impostazione che Vincenzo Onorato ha fatto propria, ricordando in ogni sede e occasione che «sulle mie navi sono impiegati soltanto marittimi di nazionalità italiana». Per contro Emanuele Grimaldi, di Confitarma, insiste nel dire che «se questa legge delega venisse approvata, ridurrebbe la flotta italiana, ridurrebbe i marittimi italiani e non verrebbe probabilmente accettata dall’Unione Europea». Uno scontro apertissimo anche perché la percentuale di marittimi italiani imbarcati su traghetti e navi passeggeri battenti bandiera italiana (compresa Costa Crociere, di proprietà di una compagnia armatoriale degli Usa) che fanno la spola tra i porti nazionali e godono delle agevolazioni fiscali sono risibili, nell’ordine del tre-quattro per cento del personale imbarcato. Vincenzo Onorato, abituato com’è ad affrontare di petto ogni situazione, ha rilanciato sul piatto delle rotte isolane la sua proposta che non mancherà, inevitabilmente, di sollevare un mare di polemiche da parte di quanti si oppongono da sempre al monopolio sui trasporti sia marittimi che aerei.
Ma di proposte alternative, per evitare questo concentramento di rotte in mano ad un solo gruppo armatoriale, ne sono arrivate ben poche, sinora, mentre si rende necessario assicurare a coloro che viaggiano da una sponda all’altra delle due isole un collegamento costante e giornaliero. Blu Navy, dopo aver rilevato nella primavera scorsa navi e rotta, in assenza del bando di gara internazionale il 31 ottobre scorso ha gettato la spugna. «Pretendiamo la tutela dei nostri posti di lavoro – hanno detto i 34 dipendenti della compagnia in una nota –. Non possiamo subire una situazione nella quale siamo stati catapultati. Sono state disattese le promesse e le garanzie ricevute dall’assessore ai trasporti regionali Massimo Deiana, ci troviamo senza un bando di gara. Motivo che ha portato l’armatore a mollare gli ormeggi».
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