La Nuova Sardegna

Moirano, nuova nomina ora scoppia la polemica

di Luca Rojch
Moirano, nuova nomina ora scoppia la polemica

Il supermanager dell’Asl sceglie come direttore sanitario Francesco Enrichens Upc e Partito dei Sardi vanno all’attacco: tagliati fuori tutti i manager locali

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SASSARI. Il signore della sanità completa il pantheon che guiderà le Asl nell’isola. Fulvio Moirano, il supermanager della Asl unica fa già vedere di essere un decisionista. Pochi giorni dopo l’insediamento ufficiale parte con un doppo jab che mette ko la serenità all’interno della maggioranza. Due nomine, il direttore amministrativo e quello sanitario fatte in perfetta solitudine. Ma forse lui è stato scelto dal governatore Francesco Pigliaru proprio per questo.

Le nomine. Due giorni fa Moirano ha scelto per completare la cabina di regia della Asl unica. Il direttore sanitario sarà Francesco Enrichens, 62 anni, già direttore dell’ufficio della Direzione generale della programmazione del ministero della Salute. Fino a febbraio Enrichens era stato direttore del dipartimento di Emergenza di Cto, Molinette, Regina Margherita e Sant’Anna di Torino. E fa anche parte degli esperti dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Solo 24 oreprima aveva scelto come direttore amministrativo Stefano Lorusso, 41 anni, Lucano. Fino a ottobre è stato dirigente dell’ufficio risorse finanziarie del sistema salute della Regione Basilicata. Ma era in aspettativa dal 2010 dalla Regione Puglia dove era responsabile del servizio ispettivo del servizio assistenza ospedaliera. Due scelte tecniche, lontane dalla politiche a basate sulla fiducia del supermanager.

Lo straniero. Impossibile non notare che nessuno dei due è sardo. Troppo per alcuni partiti della maggioranza. Già avevano digerito a fatica la scelta di Pigliaru di un manager non sardo per la guida della sanità. Il governatore aveva dovuto usare tutte le armi della diplomatica persuasione per far accettare l’arrivo di uno straniero per gestire un bilancio di oltre 3 miliardi di euro. Ma ora la scelta di due “stranieri” per completare la terna delle poltrone più pesanti della sanità scatena la polemica.

Le contestazioni. Il più lesto e corrosivo è il segretario nazionale dell’Upc Antonio Satta. «Ma stiamo assistendo alle invasioni barbariche? – dice Satta –. Prima Moirano nomina il direttore amministrativo importandolo dalla Lucania, poi il direttore sanitario dalla Direzione Generale della Programmazione del Ministero della Salute. Come se non bastasse, il direttore dell'Aou di Sassari, D'Urso, nomina il nuovo direttore amministrativo, originario di Firenze e, a completamento, provvede a portare in comando, nell'azienda universitaria sassarese, un'infermiera professionale che arriva da Lecco. Si mortificano le intelligenze e le professionalità dei sardi. Noi siamo contrari e ci sentiamo offesi di fronte a queste scelte». Anche il capogruppo Upc in Regione, Pierfranco Zanchetta, è critico. «Non sempre chi viene da oltre Tirreno ha a cuore le sorti della Sardegna – dice Zanchetta –. Nessun riferimento o censura ai nominati da Moirano ai vertici della sanità sarda, nessun pregiudizio per chi arriva da oltre mare se ha le competenze. Ma un eccesso di figure apicali esterne, umilia la classe dirigente della Sardegna e i sardi». Ma la bordata più dura arriva dal Partito dei sardi. Franciscu Sedda non nasconde il suo dissappunto. «Il Partito dei Sardi prende atto delle scelte fatte in queste ore da Moirano – dice Sedda –. Nella sanità sarda pare non esserci neanche una persona sufficientemente capace, onesta, affidabile per rivestire uno dei ruoli apicali nella futura Asl unica. Oggi lo constatiamo: non c’è la volontà di investire sulle nostre competenze, di valorizzarle e farle crescere. È difficile credere che nella lunga lista dei sardi non ce ne sia neanche uno capace. Il problema non è Moirano, né le sue scelte tecniche. Il problema è nel peccato originale, tutto politico, forse inconsapevole, ma certamente favorito nei fatti dal Presidente e dalle scelte di giunta in materia sanitaria. L’inconscia convinzione che i sardi fossero incapaci di risolvere i problemi della sanità nell’isola. Noi del Partito dei Sardi continuiamo a credere che nella sanità sarda ci siano persone capaci e oneste».

E anche l’opposizione batte un colpo. «Non vogliamo fare vuoto campanilismo – dice cil consigliere regionale di Fdi Paolo Truzzu –, ma visto che essere sardi pare sia una colpa o un limite, gradiremo avere la garanzia che chi è chiamato a gestire la sanità sarda sia persona capace, competente. Lorusso è stato fino a oggi direttore di un ufficio di una decina di persone dell'assessorato alla Sanità della Basilicata, una Regione di 570mila abitanti e con 2 sole Asl».

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