La Nuova Sardegna

Pd, il garante alla prova dell’assemblea

Oggi a Tramatza il primo confronto dopo un mese fra Gianni Dal Moro e gli iscritti al partito

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CAGLIARI. Dal patto dell’Autogrill, «smettiamola di farci del male da soli», a un altro patto, sarà sempre a Tramatza, per sostenere «a tutto campo il Sì nel referendum costituzionale di dicembre». Oggi il Pd proverà a mostrare i muscoli nell’assemblea regionale convocata dalla presidente Giannarita Mele, anche se il vero protagonista della serata sarà Gianni Dal Moro. È lui il garante voluto dai Dem nostrani e nominato un mese fa da Roma, per mettere pace nella diatriba interna: da maggio il Pd è senza un segretario dopo le dimissioni di Renato Soru. Dopo essersi incontrato con gli eletti, dai parlamentari ai consiglieri regionali, con il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e i segretari provinciali, Dal Moro questa sera si presenterà alla base del Pd. Il suo discorso sarà decisivo per capire come il partito vuole uscire dallo stallo e su come affronterà la difficile campagna referendaria. Con il mondo esterno, il garante finora è stato di poche parole, ma nei confronti privati che ha avuto il suo primo obiettivo è stato sempre uno solo: la vittoria del Sì anche in Sardegna dove però il Pd rischia di rimanere isolato. Il resto dell’alleanza al governo della Regione è schierato sul fronte del No e anche all’interno del partito di maggioranza relativa, si sa, non mancano le voci contrastanti. Dal Moro dovrà provare a tenere assieme le diverse anime fino al primo traguardo, il voto di dicembre, mentre del resto parlerà solo dopo e molto dipenderà proprio dall’esito del referendum. Mntre il resto è in quella pace interna (difficile da ottenere) con cui i Dem dovranno provare a convivere fino al prossimo congresso straordinario regionale in programma a febbraio. Per centrare questo obiettivo potrebbe essere determinante l’elezione del direttorio che affiancherà il garante in questi mesi di transizione. Mesi che però potrebbero essere tumultuosi se, come pare, il partito dovrà discutere a breve del rimpasto della giunta Pigliaru. La strategia di Dal Moro è chiara: tutte le correnti dovranno essere coinvolte in ogni passaggio. Del direttorio farà parte un portavoce a testa dei popolari-riformisti o area Cabras-Fadda, i soriani, l’ex minoranza renziani-diesse e il gruppo della Traversata. Sui nomi la partita è ancora molto aperta e solo oggi si saprà chi sono i candidati.

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