La Nuova Sardegna

La difesa di Pinna rilancia e chiede il rito abbreviato

di Nadia Cossu
La difesa di Pinna rilancia e chiede il rito abbreviato

I legali del 18enne presunto killer sollecitano l’acquisizione di tabulati telefonici

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SASSARI. Hanno aspettato l’ultimo giorno utile per depositare nel tribunale dei minori di Sassari la richiesta di rito abbreviato condizionato. «Questo lascia intendere che la nostra è stata una decisione ben ponderata».

Sono le parole di Agostinangelo Marras, l’avvocato che insieme al collega Angelo Merlini difende Paolo Enrico Pinna, il diciottenne di Nule arrestato lo scorso maggio con l’accusa di aver ammazzato lo studente diciannovenne di Orune Gianluca Monni – ucciso a fucilate la mattina dell’8 maggio 2015 – e il trentenne di Nule Stefano Masala di cui si sono perse le tracce il 7 maggio. Secondo gli inquirenti anche lui sarebbe stato ucciso da Pinna e dal cugino Alberto Cubeddu, di 21 anni. Entrambi sono in carcere, il primo (minorenne all’epoca dei fatti) si trova nell’istituto penitenziario di Quartucciu, il secondo a Badu ’e Carros.

Il giudizio immediato. Lo scorso 11 ottobre la Procura dei minori di Sassari, ritenendo di avere in mano la prova “evidente” della colpevolezza di Pinna, aveva chiesto e ottenuto che nei suoi confronti si procedesse con giudizio immediato nell’udienza fissata per il prossimo 24 novembre. Un procedimento speciale previsto dal codice di procedura penale nel quale, di fatto, non viene celebrata l’udienza preliminare. Una decisione che gli avvocati difensori hanno contestato sin dall’inizio ritenendo che si configurasse una palese restrizione dell’esercizio del diritto alla difesa. Ieri mattina Marras e Merlini hanno depositato la richiesta di rito abbreviato condizionato.

L’abbreviato condizionato. I legali che tutelano Paolo Pinna hanno presentato la richiesta di questo rito alternativo condizionato però all’acquisizione di ulteriori tabulati telefonici, degli atti processuali relativi all’incidente probatorio del supertestimone Alessandro Taras e di tutti gli articoli di giornale che hanno riportato nel corso dei mesi notizie riguardanti il caso Orune-Nule e, di conseguenza, il coinvolgimento di Pinna.

La scelta della difesa. L’avvocato Agostinangelo Marras spiega le ragioni che hanno indirizzato lui e il collega verso questa opzione processuale. «La richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Procura dei minori di Sassari ha di fatto limitato le possibilità difensive previste nel rito ordinario. Abbiamo scelto di non andare a dibattimento semplicemente perché non abbiamo testimoni da indicare o documenti da produrre al giudice. Abbiamo invece tutta l’intenzione di dare una corretta lettura del materiale acquisito dal pubblico ministero. Corretta e, soprattutto, diametralmente opposta».

Gli scenari. Con la richiesta di rito abbreviato condizionato, gli atti che erano depositati nella cancelleria del tribunale passano al gup (giudice dell’udienza preliminare) che fisserà un’udienza per valutare se le condizioni poste dagli avvocati della difesa siano ammissibili o meno. Se cioè siano rilevanti e se rientrino nel concetto di economia del processo. «Se il gup ammette le condizioni – aggiunge Marras – procede all’acquisizione dei documenti che noi abbiamo chiesto, concede un breve termine perché possano essere studiati e poi si procede con la discussione del pubblico ministero e delle difese. Nel rito abbreviato per minori non sono previste le parti civili. Nel caso in cui, invece, la condizione non viene accolta, il giudice non ammette nuovi atti e a quel punto a noi non resta che decidere tra l’abbreviato secco o il dibattimento».

«Un processo accusatorio». La stoccata finale Agostinangelo Marras la riserva agli investigatori che «a partire dal giorno dell’omicidio di Gianluca Monni hanno chiesto che solo le telefonate di Paolo Pinna venissero intercettate, ritenendo a nostro avviso erroneamente che il delitto fosse la conseguenza di quanto accaduto alle Cortes apertas di Orune il 13 dicembre 2015».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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