Incidenti, troppi distratti al volante
La polizia: strade sarde inadeguate, ma se si guida con prudenza si rischia meno
SASSARI. Strade sarde sotto accusa per l’aumento degli incidenti mortali. L’isola, in controtendenza rispetto al resto del Paese, nel 2015 ha registrato un incremento di oltre il 12 per cento dei decessi sull’asfalto. Numeri drammatici che fanno della Sardegna la maglia nera tra le regioni italiane. Ma non è solo colpa delle condizioni delle strade. Quasi sempre a causare gli incidenti sono fattori legati alla guida. Eccessiva velocità, uso del cellulare, mancato utilizzo delle cinture. Ne è convinto Giuseppe Gargiulo, comandante regionale della polizia stradale. «Ogni volta che mi viene chiesto perché in Sardegna si registrano tanti incidenti mortali la mia risposta è sempre la stessa – afferma –. È vero che nell’isola le strade non sono adeguate, ma è anche vero che se uno mantiene una condotta di guida prudente rischia molto meno. Anche sulla strada più pericolosa».
Per il numero uno della stradale a provocare gli incidenti, spesso mortali, più che le curve o i fossi è la guida imprudente. «Direi sconsiderata – dice –. È sempre quella la causa principale. Che vuole dire guidare mentre si utilizza il telefonino oppure senza cinture di sicurezza. Ma anche mettersi al volante stanchi, dopo aver bevuto alcolici o aver preso sostanze particolari, cosa che avviene soprattutto tra i più giovani nel weekend. Anche le strade inadeguate provocano incidenti, ma, ripeto, se uno ha una condotta di guida prudente corre meno rischi». La presenza della polizia sulla strada funziona da deterrente, quando gli agenti intensificano i controlli i numeri degli incidenti diminuiscono. «Verissimo, quando siamo sulla strada il dato decresce – dice ancora Gargiulo –, ma purtroppo non sempre è possibile a causa delle carenze di organico che colpiscono tutta la polizia. Ormai siamo al 20 per cento in meno».
Secondo l’analisi dell’Istat nel 2015 in Sardegna si sono verificati 3.537 incidenti, che hanno causato la morte di 110 persone e il ferimento di altre 5.265. Rispetto al 2014 l'aumento è stato dell'1,3 per cento, in controtendenza rispetto al dato nazionale che registra un meno 1,4. In crescita il numero di vittime della strada, più 12,2 contro più 1,4 a livello nazionale, mentre calano i feriti. Le strade più pericolose della Sardegna sono quelle extraurbane: in particolare, le statali 131 e 195 e l'Orientale Sarda. L'indice di mortalità cresce nei comuni, soprattutto costieri, di Gallura, Ogliastra, sud Sardegna e nell'isola di San Pietro. Nel 2015 il maggior numero di incidenti si è verificato sulle strade urbane, provocando 31 morti e 3.244 feriti. Gli incidenti più gravi invece continuano ad avvenire sulle strade extraurbane, 6,5 decessi ogni 100 incidenti. Nel periodo primaverile ed estivo la concentrazione degli incidenti è molto più elevata: tra maggio e settembre se ne contano 1.598. Circa il 77 per cento ha luogo tra le 8 e le 20, ma l'indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia tra le 6 e le 7 del mattino e tra le 2 e le 3 della notte. Il tasso di mortalità è più alto per i 15-29enni. (al.pi.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google