Con la modifica lo Stato centralista cancella le autonomie
Nizzi: non è una proposta seria, impossibile votarla Wheeler: Matteo Renzi non ha nessuna legittimazione
SASSARI.
Il fonte del No è composito, variegato. Destra, sinistra, grillini, indipendentisti. «Una accozzaglia», li ha definiti Renzi, salvo poi chiedere scusa. Ma loro non sembrano interessati ai compagni di viaggio. Il loro unico obiettivo è affossare la riforma. E con essa Renzi. «Questa riforma è una delle peggiori prese in giro fatte agli italiani – attacca Settimo Nizzi, sindaco di Olbia, ultimo feudo sardo di Forza Italia –. Se fosse stata seria io la avrei votata, anche contro le indicazioni del mio partito. Io ero ancora in Parlamento quando è stato dato il via libera, ma ho sempre detto no perché non è una riforma. Hanno preso in giro gli italiani per anni, bloccando il Parlamento. In questa riforma non c’è nulla di quello che si dice. Dicono che sarà eliminato il bicameralismo, ma in realtà per la stragrande maggioranza delle leggi servirà ancora il doppio passaggio. È scritta con i piedi, non c’è chiarezza, si andranno a nominare 100 persone chiamate a fare due o tre cose diverse senza mai essere elette dal popolo. Bisogna dire No. E sono convinto che il centrodestra sarà compatto nel respingere la riforma. Sarà una partita che si giocherà sul filo di lana. Come sono state le elezioni comunali a Olbia. Si vince per un voto e poi si cambiano le cose». Alleato di Nizzi in questa battaglia referendaria è il sindaco di Porto Torres, Sean Wheeler, del Movimento 5 Stelle. «La Costituzione non può essere cambiata da un governo che non è legittimato. La riforma la vogliono Renzi, che non è stato eletto da nessuno, e Napolitano, contro la cui rielezione ci siamo sempre battuti. Dire Sì significherebbe legittimare tutto questo percorso. Senza contare che tutto quello che è stato partorito da questi ultimi governi, dalla legge Fornero al Jobs act, non ha portato nessun beneficio. Il mio è un No sacrosanto, e non mi soffermo sul merito della riforma, a partire dal Senato dei nominati. Se si vogliono ridurre i costi si possono fare tantissime cose senza compromettere la Costituzione». Un pronostico? «Sarebbe già importante se andasse a votare molta gente, sarebbe un segnale per il governo. Ma credo vincerà il No, anche se mi preoccupa parecchio il voto all’estero». Forza Italia e 5Stelle sono sempre all’opposizione del centrosinistra, ma nel fronte del No si registra la presenza anche di diversi partiti che sostengono la maggioranza di Francesco Pigliaru. Come il Partito dei sardi. «Io sono per il No perché la riforma riduce i già limitati spazi di sovranità – dichiara Antonio Succu, sindaco di Macomer –. Aumenta la centralizzazione verso lo Stato, che è un problema già adesso, ma se passa la riforma sarà ancora più forte. Io sono tra i fondatori del Partito dei sardi e il nostro è un obiettivo diverso: noi diciamo no allo Stato centralizzato. Siamo d’accordo sulla necessità di tagliare i costi della politica, ma la strada è sbagliata. Si possono, e si devono, trovare altre soluzioni». (al.pi.)
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