Indennizzi, denunciati 6 pescatori
Sono accusati di aver percepito indebitamente 50mila euro
TEULADA. Avevano dichiarato di essere pescatori di mare aperto nella zona di Capo Teulada dove periodicamente la pesca è interdetta per consentire lo svolgimento delle esercitazioni militari. Invece secondo i carabinieri del nucleo di polizia militare presso il comando dell’Esercito avrebbero scoperto che le cose non starebbero esattamente così. Anzi. I sei pescatori non sarebbero soliti sfidare le acque alte e scure di Capo Teulada ma il loro lavoro consisterebbe solo nel pescare nello stagno di Porto Pino. I sei pescatori, tutti della stessa cooperativa, sono stati denunciati alla Procura per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, la segnalazione è arrivata ieri 28 novembre 2016.
I sei uomini, sulle domande per gli indennizzi del 2015, hanno affermato di aver rinunciato a pescare nei tratti di mare delle esercitazioni militari del poligono di Capo Teulada, ma i carabinieri, assieme agli operatori della motovedetta della Capitaneria di porto, hanno scoperto che i sei pescatori avrebbero lavorato soltanto nella peschiera di Porto Pino «che non ha alcun accesso dal mare aperto per le imbarcazioni». I sei pescatori avrebbero percepito un contributo non dovuto di 50mila euro. Il gruppo di investigatori rende noto che i controlli sugli indennizzi percepiti nel 2015 continuano e saranno estesi anche alle altre marinerie che beneficiano del contributo statale.
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