Università di Cagliari, campus per 500 studenti
All’inizio del 2017 la posa della prima pietra della cittadella per i fuorisede Il rettore Maria Del Zimpo: aumentano i laureati e calano gli abbandoni
CAGLIARI. Quasi quattro secoli di storia: inaugurato l'anno accademico numero 396. Ma più che guardare al passato (il privilegio regio di fondazione è datato 1620) l'università di Cagliari guarda al presente: aumenta il numero degli studenti in corso e dei laureati, diminuiscono gli abbandoni e crescono i fondi per la ricerca. E soprattutto al futuro. Internazionalizzazione e innovazione sono le parole chiave. Ma anche apertura. innanzitutto al resto dell'isola con il campus di viale La Playa che entro un mese o due potrebbe vedere la posa della prima pietra. Che cosa significa? Che a lavori finiti ci potrebbero essere oltre 500 posti letto per i fuori sede. Che molto spesso arrivano dall'Oristanese o dal Nuorese. «Giovedì ho incontrato il sindaco Massimo Zedda, il governatore Francesco Pigliaru e l'assessore al Bilancio Raffaele Paci – ha spiegato il rettore Maria Del Zompo – e siamo riusciti a superare gli ultimi ostacoli burocratici». Ora la palla passa al Comune che ha 60 giorni di tempo per concedere l'autorizzazione. Il campus sarà in grado di ospitare 420 posti letto, 220 con il primo intervento, altri 200 con il secondo. Sono 120 i posti, invece, che potrebbe essere ricavati all'ex Moderno di via Roma a Cagliari, «se venissero fatti i lavori necessari per restituire i locali agli studenti».
Ma non c'è solo l'isola. C'è anche il resto del mondo. Con l'impegno sociale e di solidarietà rafforzato dal progetto Unica4Refugees. Scopo dell'iniziativa: facilitare l'acquisizione dei documenti per l'accesso all'università e avviare efficaci percorsi di apprendimento. Per questo l'Università sta pensando anche di "richiamare" vecchi docenti ormai in pensione. «La sfida, oggi, è saper integrare i saperi antichi della nostra tradizione con la più moderna tecnologia – afferma Del Zompo – per dirlo con la frase che ha accompagnato questi primi 18 mesi di mandato, si tratta di coniugare, con intelligenza, cultura e innovazione, perché senza la prima non può esserci la seconda».
La carta d'identità dell'ateneo: quasi 25mila iscritti, 3903 immatricolati e 3111 laureati in un anno. Studiano in sei facoltà, 16 dipartimenti. Possono contare su una direzione per la didattica e l'orientamento, sei segreterie studenti,4 distretti, 37 corsi di laurea triennale, 34 corsi di laurea magistrale, 6 corsi di laurea magistrale a ciclo unico, 15 corsi di dottorato di ricerca, 30 scuole di specializzazione, 12 master. Tutto questo nonostante la crisi sul fronte dei finanziamenti statali. Altri numeri positivi. Rispetto allo scorso anno sono aumentati di oltre 500 gli studenti regolari, in crescita i laureati (3.916 contro i 3.892 del 2015), meno abbandoni dopo il primo anno (il 14 per cento nel 2016 contro il 17 di due anni prima). «Merito dei miglioramenti già introdotti nei corsi di laurea e delle nuove politiche di orientamento – commenta Del Zompo –. Abbiamo introdotto da subito alcuni correttivi, ma tutta l'attività di orientamento cambierà radicalmente dal 2017». Stabili i numeri degli iscritti (24.778 nel 2016-2017) e degli immatricolati (3.903 contro i 4.023 dell'anno scorso). Tra questi si registra un incremento di iscritti a lauree magistrali (794 contro 744 dell'anno precedente). Quanto al personale, ridotto negli ultimi 5 anni di 200 unità, si contano 2mila dipendenti fra docenti e ricercatori (950), e personale tecnico amministrativo.
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