La Nuova Sardegna, quel patto che si rinnova
«La Nuova è e resta il giornale dei sardi, patrimonio di cultura e di identità e presidio di democrazia e pluralismo. E così come ha sempre fatto, continuerà a raccontare con onestà, coraggio e trasparenza le storie della nostra isola, tutta, avendo sempre come obiettivo primario e irrinunciabile la tutela degli interessi della nostra gente»
La Nuova Sardegna conta ben 125 anni di vita, più che sufficienti per meritarsi il titolo di Vecchia signora dell'informazione sarda. Questo almeno stando all'anagrafe. In realtà è poco più di una giovinetta, tonica e attiva. E come tale molto appetibile e, ovviamente, corteggiata. La crisi dell'editoria ha colpito anche noi come tutti i giornali italiani, ma i conti in ordine, la capacità di produrre utili, l'autorevolezza e lo straordinario radicamento territoriale sono elementi che consentono alla Nuova di rimanere un brand di grande forza. Al punto da affascinare anche Roberto Briglia e Gianni Vallardi, titolari della DBInformation che oggi subentra al Gruppo Espresso nella gestione della testata, due protagonisti di lungo corso dell'editoria nazionale. Ma, come è ovvio, l'annunciato cambio di editore di un quotidiano come la Nuova, che è al tempo stesso istituzione e bandiera, è stato vissuto con una certa apprensione tanto dai nostri lettori quanto dalla politica sarda. E, legittimamente, non sono mancati dubbi e domande sull'operazione. La domanda più importante, quella che tutti si pongono e ci pongono è: il nostro giornale cambierà?
Certo che sì, cambierà come tutti i mezzi di informazione sono costretti a fare per restare al passo con le nuove esigenze della comunicazione, cambierà per informare con sempre maggiore tempestività e precisione, cambierà per essere ancor più vicino ai propri lettori, quella casa aperta in cui si riconosce una intera comunità. Così come cambierà nell'offrire nuovi servizi e iniziative, sulla carta come sul web. Ma di sicuro non cambierà di una virgola ciò che è nel suo Dna: la Nuova è e resta il giornale dei sardi, patrimonio di cultura e di identità e presidio di democrazia e pluralismo. E così come ha sempre fatto, continuerà a raccontare con onestà, coraggio e trasparenza le storie della nostra isola, tutta, avendo sempre come obiettivo primario e irrinunciabile la tutela degli interessi della nostra gente. Questo è il patto che noi della Nuova da 125 anni rinnoviamo quotidianamente con la Sardegna, e questo è l'impegno che voglio ribadire personalmente nei confronti dei lettori, nel momento in cui accetto con convinzione l'offerta del nuovo editore di continuare a guidare il giornale. So in coscienza di poterlo fare.
La vastissima esperienza nel comparto editoriale di Roberto Briglia (già direttore di Epoca e Panorama e direttore generale dei periodici Mondadori) e Gianni Vallardi (un passato da top manager in Rcs, Mondadori e Gruppo 24 Ore), sono per me la massima garanzia di competenza e serietà. La loro storia professionale mi dà la certezza che, così come è sempre accaduto in modo esemplare sotto la guida del gruppo Espresso, la redazione potrà continuare a lavorare in condizioni di assoluta libertà ed autonomia. Il loro entusiasmo verso la nuova impresa mi rende fortemente ottimista per il futuro: sono convinto che la spinta progettuale del nuovo editore, unita alla passione e alla competenza sempre dimostrate da giornalisti e poligrafici della Nuova, porteranno ulteriore crescita al nostro e vostro giornale. Insomma, il cammino continua, a testa alta e senza incertezze. Col passo di un giornale che è libero e forte. Di strada da fare insieme ne abbiamo ancora tanta. Ci vediamo, come sempre, in edicola.
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