La Nuova Sardegna

La Nuova Sardegna, quel patto che si rinnova

Andrea Filippi
La Nuova Sardegna, quel patto che si rinnova

«La Nuova è e resta il giornale dei sardi, patrimonio di cultura e di identità e presidio di democrazia e pluralismo. E così come ha sempre fatto, continuerà a raccontare con onestà, coraggio e trasparenza le storie della nostra isola, tutta, avendo sempre come obiettivo primario e irrinunciabile la tutela degli interessi della nostra gente»

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La Nuova Sardegna conta ben 125 anni di vita, più che sufficienti per meritarsi il titolo di Vecchia signora dell'informazione sarda. Questo almeno stando all'anagrafe. In realtà è poco più di una giovinetta, tonica e attiva. E come tale molto appetibile e, ovviamente, corteggiata. La crisi dell'editoria ha colpito anche noi come tutti i giornali italiani, ma i conti in ordine, la capacità di produrre utili, l'autorevolezza e lo straordinario radicamento territoriale sono elementi che consentono alla Nuova di rimanere un brand di grande forza. Al punto da affascinare anche Roberto Briglia e Gianni Vallardi, titolari della DBInformation che oggi subentra al Gruppo Espresso nella gestione della testata, due protagonisti di lungo corso dell'editoria nazionale. Ma, come è ovvio, l'annunciato cambio di editore di un quotidiano come la Nuova, che è al tempo stesso istituzione e bandiera, è stato vissuto con una certa apprensione tanto dai nostri lettori quanto dalla politica sarda. E, legittimamente, non sono mancati dubbi e domande sull'operazione. La domanda più importante, quella che tutti si pongono e ci pongono è: il nostro giornale cambierà?

Certo che sì, cambierà come tutti i mezzi di informazione sono costretti a fare per restare al passo con le nuove esigenze della comunicazione, cambierà per informare con sempre maggiore tempestività e precisione, cambierà per essere ancor più vicino ai propri lettori, quella casa aperta in cui si riconosce una intera comunità. Così come cambierà nell'offrire nuovi servizi e iniziative, sulla carta come sul web. Ma di sicuro non cambierà di una virgola ciò che è nel suo Dna: la Nuova è e resta il giornale dei sardi, patrimonio di cultura e di identità e presidio di democrazia e pluralismo. E così come ha sempre fatto, continuerà a raccontare con onestà, coraggio e trasparenza le storie della nostra isola, tutta, avendo sempre come obiettivo primario e irrinunciabile la tutela degli interessi della nostra gente. Questo è il patto che noi della Nuova da 125 anni rinnoviamo quotidianamente con la Sardegna, e questo è l'impegno che voglio ribadire personalmente nei confronti dei lettori, nel momento in cui accetto con convinzione l'offerta del nuovo editore di continuare a guidare il giornale. So in coscienza di poterlo fare.

La vastissima esperienza nel comparto editoriale di Roberto Briglia (già direttore di Epoca e Panorama e direttore generale dei periodici Mondadori) e Gianni Vallardi (un passato da top manager in Rcs, Mondadori e Gruppo 24 Ore), sono per me la massima garanzia di competenza e serietà. La loro storia professionale mi dà la certezza che, così come è sempre accaduto in modo esemplare sotto la guida del gruppo Espresso, la redazione potrà continuare a lavorare in condizioni di assoluta libertà ed autonomia. Il loro entusiasmo verso la nuova impresa mi rende fortemente ottimista per il futuro: sono convinto che la spinta progettuale del nuovo editore, unita alla passione e alla competenza sempre dimostrate da giornalisti e poligrafici della Nuova, porteranno ulteriore crescita al nostro e vostro giornale. Insomma, il cammino continua, a testa alta e senza incertezze. Col passo di un giornale che è libero e forte. Di strada da fare insieme ne abbiamo ancora tanta. Ci vediamo, come sempre, in edicola.

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