Puddu, cade l’accusa di mobbing
Ma il sindaco del M5s resta al centro di un altro procedimento
CAGLIARI. Il sindaco grillino di Assemini Mario Puddu potrebbe essere presto prosciolto dall’accusa di mobbing e calunnia nei confronti della vicesegretaria comunale Daniela Petricci, per le quali il pm Giangiacomo Pilia ha chiesto al gip l’archiviazione. Ma a parte una presunta diffamazione per la quale la Procura ha ancora in corso valutazioni, il capo dell’esecutivo comunale resta al centro di un altro procedimento nelle mani del pm Marco Cocco. In questo caso, originato da un corposo esposto firmato dalle consigliere comunali Rita Piano, Irene Piras e Stefania Frau, la posizione del sindaco viene vagliata dalla Procura per una lunga serie di presunti atti illeciti, tra cui conflitti di interesse, promozioni di familiari e siluri politici ai nemici, con estranei all’amministrazione che governano indirettamente il Comune.
Alla base dell’iniziativa giudiziaria assunta dalle tre consigliere la scelta del sindaco Puddu, che sembrava aver affidato ogni decisione a uno staff di collaboratori esterno al Comune capeggiato dall’avvocato Francesco Murtas, un lungo passato nel Pd, dal perito edile Alberto Nioi e dall’ingegnere Antonello Deidda. Al centro dell’inchiesta, vicinissima alla conclusione, anche la nomina di un assessore e altri episodi in cui il sindaco e il suo staff sarebbero andati - secondo l’esposto presentato a suo tempo dalle dissidenti - oltre i confini della legittimità.
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