La peste suina si combatte anche a tavola e nelle sagre
I veterinari sottoporranno a controlli ristoranti, agriturismi e stand delle feste Le zone più a rischio restano il Nuorese e l’Ogliastra. Allarme in Goceano
CAGLIARI. La lotta alla peste suina si combatte su diversi fronti. Dopo le campagne, ora il nuovo campo di battaglia diventa la tavola. Se in campagna la situazione sta lentamente migliorando, anche se ci sono ancora molte sacche di resistenza, soprattutto in alcune zone della Barbagia, ora i controlli si sposteranno in ristoranti, agriturismo e in occasione delle sagre. I veterinari sottoporranno a controlli con cadenza annuale i ristoranti e le aziende agrituristiche localizzate nelle cosidette zone bianche e quindi esenti o meno colpite dal virus della peste suina. Saranno invece semestrali e anche più frequenti i controlli nelle zone cosiddette rosse. E per prevenire il commercio illecito di carni suine e tutti i prodotti derivati sono state intensificate le attività di controllo su tutte le altre attività di ristorazione. Così come saranno fatti interventi preventivi e di vigilanza in tutte le sagre paesane e le manifestazioni nelle quali saranno offerte carni
In vista delle festività o delle tradizionali lavorazioni delle carni suine per la produzione dei salumi, l’Unità di progetto invita tutti a prestare la massima attenzione nell’acquistare le carni. Che dovranno provenire da allevamenti sicuri e sottoposti a controllo sanitario. Anche perché è recente la notizia della scoperta della Trichinella in nove cinghiali abbattuti in territorio di Orgosolo.
Intanto è stata pubblicata sul sito della Regione, la determinazione che modifica il secondo provvedimento attuativo del Programma straordinario di eradicazione della peste suina che interviene lungo la filiera di produzione della carne di maiale. Le modifiche più rilevanti del documento predisposto dal responsabile dell’Unità di progetto, Alessandro De Martini, interessano la zonizzazione e la conseguente estensione degli allevamenti in semibrado, il nuovo iter per la regolarizzazione degli allevamenti illegali e i controlli in ristoranti, aziende agrituristiche e sagre. Per consultare il documento il link è: goo.gl/Nbd6vz
La fascia di rischio più alta e pericolosa è ancora quella tra Nuorese e Ogliastra e riguarda in particolari i territori di Arzana, Desulo, Orgosolo, Seui, Talana, Villagrande. In Fascia 4 ci sono alcuni territori ogliastrini, Baunei e Urzulei, della Barbagia, Aritzo, della Baronia, Irgoli, del Goceano, Benetutti, Bultei e Bono e poi Pattada. Quindici Comuni sono invece inquadrati nella fascia di rischio 3 e altri 34 nella 2. La stragrande maggioranza dei territori dell’Isola, con 314 Comuni, sono invece classificati in fascia 1 e quindi completamente immuni dal virus.
Gli allevatori di maiali che intendono emergere dall’illegalità, dimostrando il cosiddetto ravvedimento operoso, devono rivolgersi agli sportelli informativi dell’Agenzia Laore e presentare la pratica per l’avvio dell’allevamento agli uffici Suap del Comune. Dopo, il servizio veterinario dovrà redigere un verbale per la mancanza di una certificazione che attesti il pregresso sanitario dei maiali allevati illegalmente. E la sanzione, ridotta da 10mila a circa 430 euro, dovrà essere pagata entro 15 giorni.
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