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Delitto Ara, si indaga su più piste Il giovane ucciso da tre colpi

di Nadia Cossu
Delitto Ara, si indaga su più piste Il giovane ucciso da tre colpi

ITTIREDDU. Tre fori nel petto, tre colpi esplosi da un’arma non ancora ben identificata. Non è cioè ancora chiaro se le ferite mortali siano state provocate da una pistola o da un fucile. L’unica...

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ITTIREDDU. Tre fori nel petto, tre colpi esplosi da un’arma non ancora ben identificata. Non è cioè ancora chiaro se le ferite mortali siano state provocate da una pistola o da un fucile. L’unica certezza è che chi giovedì sera ha ucciso Alessio Ara lo ha fatto da distanza molto ravvicinata.

Sono le prime indiscrezioni emerse dall’autopsia eseguita venerdì sera sul corpo del 35enne rimasto vittima di un agguato mentre entrava a casa di sua mamma, in via De Gasperi, a Ittireddu. Il medico legale Salvatore Lorenzoni entro 60 giorni depositerà la relazione dettagliata dell’esame necroscopico. Sapere quale arma è stata utilizzata dal killer servirà anche a ricostruire con maggiore precisione la dinamica dell’omicidio e, soprattutto, fornirà agli investigatori indizi utili per le indagini.

I carabinieri del nucleo investigativo di Sassari e della compagnia di Ozieri, coordinati dal sostituto procuratore Carlo Scalas, stanno lavorando intensamente. Si sa che i giorni immediatamente successivi a un fatto di cronaca sono i più delicati. Si cercano testimoni, si parla con la gente per provare a individuare ogni possibile movente. Anche per questa ragione gli inquirenti preferiscono mantenere una certa prudenza: si passano al setaccio ambienti diversi, non si esclude alcuna ipotesi investigativa. Anzi, si prendono in considerazione tutte le piste possibili: l’amicizia molto stretta con Giampietro Argiolas, l’allevatore 42enne ucciso il 18 novembre dell’anno scorso a Noragugume (le due vittime erano compari), la vendetta per qualche screzio subìto, oppure la necessità di eliminare un testimone scomodo. Alessio Ara potrebbe aver visto qualcosa che non doveva vedere? Alessio, così lo hanno descritto le persone che lo conoscevano, era un ragazzo benvoluto, non aveva vizi, non girava per i bar. Amava i cavalli e in sella al suo sorrideva e si sentiva libero. Se ne prendeva cura in un piccolo terreno a Bonnanaro dove lui viveva fino a circa due mesi fa. Poi la fine di una storia con una donna del paese e la decisione di tornare a vivere a Ittireddu, insieme alla mamma Graziella. Viene da chiedersi perché il suo assassino lo abbia ammazzato quasi davanti al portone di casa. Correndo il rischio di esser visto dalle tante persone che abitano in quella via e che alle sette di sera tornano dalle campagne. Avrebbe certamente rischiato meno nella campagna di Bonnanaro dove Ara andava spesso proprio per badare ai cavalli.

Mentre il lavoro degli inquirenti continua senza sosta, oggi alle 10, nella chiesa di Nostra Signora di Intermontes, saranno celebrati i funerali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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