Centri antiviolenza, futuro incerto
Uras, ex Sel: finanziamenti troppo legati alle promesse nazionali
CAGLIARI. Il futuro dei Centri antiviolenza non deve dipendere dalle promesse sui finanziamenti. A sostenerlo è il senatore Luciano Uras (ex Sel) che aveva sollevato il problema delle risorse assegnate dalla Regione e in arrivo dal Fondo nazionale. Ai dubbi aveva replicato l’assessore alla Sanità, «i Centri avranno più finanziamenti: un milione e 450mila per le spese del 2016 e altri 450mila relative al 2015», scriveva Luigi Arru, ma il senatore è ritornato alla carica. «Resta comunque la preoccupazione – la controreplica – per il futuro dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio in Sardegna». Ed ecco la spiegazione: «Se anche, nei prossimi mesi, venisse mantenuta la promessa e fosse distribuita la somma stabilita nella proposta di riparto nazionale, i fondi destinati complessivamente dallo Stato e dalla Regione sarebbero in ogni caso pari appena a quelli dell’anno scorso». Comunque inferiori a quelli solo regionali – sottolinea Uras – e per esempio al milione e 900mila del 2009 o al milione e 800mila del 2010. Per concludere: «I finanziamenti annunciati sarebbero peraltro solo un rimborso di costi già sostenuti dai Centri. Se poi davvero la Regione fosse certa che i fondi arriveranno, avrebbe potuto anticipare l’intera somma e alleviare così i Centri dal continuo stato di precarietà in cui operano per contrastare la violenza di genere e garantire al territorio un servizio d’inestimabile valore sociale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
