La Nuova Sardegna

Anci, strappo in assemblea Il 16 di nuovo le elezioni

di Francesco G. Pinna
Anci, strappo in assemblea Il 16 di nuovo le elezioni

Mario Bruno fissa il voto prima che il Tar si pronunci sul ricorso di Ciccolini Ma il dibattito diventa scontro. Il sindaco di Bitti va via prima della decisione

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ABBASANTA. Corsa contro il tempo per evitare che sia il tribunale di Cagliari a decidere il nome del prossimo presidente dell'Anci. A dare lo start sono stati il presidente uscente Piersandro Scano e il sindaco di Alghero Mario Bruno nella sua veste di presidente della assemblea. Il 23 settembre aveva eletto come nuovo presidente di Anci il sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini. Poi la seduta era stata sospesa dopo la scoperta che i conti dei voti e delle schede non tornavano con quelli dei sindaci registrati. Dopo tre ore di un dibattito che in diversi momenti ha assunto toni anche molto aspri, l'assemblea dei sindaci ha accolto la proposta, avanzata da Bruno e condivisa da Scano, di andare a nuove votazioni «nei tempi più rapidi possibili» consentiti dai regolamenti dell'associazione. I calcoli li ha fatti lo stesso Bruno e il risultato, anticipato prima del voto per alzata di mano, è che l'assemblea congressuale per l'elezione del nuovo presidente dell’Anci sarà convocata, salvo nuovi clamorosi colpi di scena per il 16 gennaio, anticipando così di dieci giorni l'udienza che il tribunale di Cagliari terrà il 25 gennaio per discutere e decidere sul ricorso presentato da Giuseppe Ciccolini contro l'annullamento del voto che il 23 settembre lo aveva visto prevalere con uno scarto di sei punti percentuali sul rivale Emiliano Deiala, sindaco di Bortigiadas. L'esito del voto, al quale ha partecipato più o meno un centinaio di sindaci, non è andato giù a Giuseppe Ciccolini, che ha lasciato indispettito la sala prima ancora che il presidente uscente facesse la conta dei contrari (nessuno) e quella degli astenuti (due). Il sindaco di Bitti aveva proposto inutilmente di aspettare la decisione del tribunale, assicurando che non si sarebbe ricandidato se i giudici gli avessero dato torto e che si sarebbe dimesso il giorno dopo se invece gli avessero dato ragione. Soddisfatto il suo rivale, che nel suo intervento aveva chiesto di andare subito a un nuovo voto. Tutto da definire il quadro dei candidati. Ciccolini e Deiala non hanno rivelato le loro intenzioni e nessun altro ha avanzato la propria candidatura. Piersandro Scano ha escluso categoricamente la possibilità di un suo ripensamento sulle dimissioni decise e annunciate la scorsa estate.

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