L’isola scommette sul mercato cinese
Il commercio verso l’estremo Oriente vale quasi 12 milioni di euro. La Confartigianato: «Bene ma si si può fare di più»
SASSARI. L’agroalimentare e il sughero conquistano la Cina. Nel 2016 sono aumentate le esportazioni verso l’estremo Oriente. Un boom che contagia anche i minerali. In totale vale 11milioni 900mila euro l'anno l'export della Sardegna verso la Cina. Di questi, ben 7milioni e 800mila provengono dalle micro e piccole imprese manifatturiere che si occupano di agroalimentare, legno, minerali, bevande, metallurgia, prodotti agricoli, tessili e chimici. Sono questi i numeri che emergono dall'analisi dell'Osservatorio per le micro e piccole Imprese di Confartigianato Sardegna, che ha preso in esame i dati dell'Istat relativi alle esportazioni negli ultimi 12 mesi dall’isola verso Pechino. Cifre importanti ma l’isola deve fare di più.
«Abbiamo pensato di realizzare questa analisi dopo la visita-lampo in Sardegna di poche settimane fa del presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping – commenta Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato imprese Sardegna – per capire l'effettivo valore delle attuali esportazioni e lo spazio per le nostre imprese». La visita del numero uno della Cina è stata in effetti un ottimo biglietto da visita per l’isola. Ad aver visto i telegiornali con le immagini di Xi Jinping insieme a Renzi e Pigliaru sono state circa 800 milioni di persone. Un audience che difficilmente la Sardegna potrà mai più avere. «I dati ci dicono come lo spazio sia enorme – continua la Folchetti - e come, di certo, i nostri prodotti meritano molto di più dei 12milioni registrati oggi».
Il ricavato totale delle vendite sul mercato cinese registra un valore stazionario rispetto a quello registrato 12 mesi prima. Tra i prodotti realizzati in Sardegna quelli maggiormente richiesti sul mercato cinese sono i prodotti alimentari (31,6 per cento, più 14 rispetto al 2015). A seguire il legno e prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili), articoli in paglia e materiali da intreccio con il 31,5 (più 49,3). Chiudono i minerali da cave e miniere al 14,2 e un più 46,2 rispetto a 12 mesi fa. Le vendite di prodotti manifatturieri rappresentano l'82,7 per cento dell'export totale verso qla Cina: negli ultimi 12 mesi ammontano a 9,8 milioni di euro, e pesano per lo 0,3 per cento sul valore complessivo dell'export sui mercati esteri di beni manifatturieri made in Sardegna.
L'81,1% dell'export di prodotti manifatturieri è determinato dalla vendita di prodotti realizzarti nei settori a maggior concentrazione di medie e piccole imprese, il cui valore ammonta a 7,8 milioni di euro, in salita del 30,7 rispetto ai 12 mesi precedenti. Il mercato cinese figura al 31esimo posto della classifica dei principali Paesi per quota dell'export manifatturiero di beni prodotti sull'isola. La Sardegna figura al 17esimo posto della classifica italiana per valore delle esportazioni verso la Cina di manufatti realizzati nella regione. Confartigianato Sardegna, assicura la presidente, monitorerà l'andamento dell'export con puntuali dossier che verranno realizzati ogni 12 mesi e, soprattutto, continuerà a collaborare con l'assessorato all'Industria per lo sviluppo dei numerosi progetti sull'internazionalizzazione promossi dalla Regione.
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