Dall’estate nelle celle dei brigatisti
A Badu ’e Carros otto detenuti nel circuito di alta sicurezza As2
NUORO. Sono distribuiti in tre celle, gli otto presunti terroristi di matrice islamica detenuti dall’estate scorsa nel carcere di Badu ’e Carros. Dove è stato riaperto il cosiddetto “Braccetto della morte”, la sezione destinata ad accogliere reclusi accusati di terrorismo, appunto, proprio come succedeva negli anni Settanta e Ottanta. Allora il penitenziario nuorese era destinato ai brigatisti rossi, oggi agli jihadisti che operano a livello internazionale. Terroristi di fede musulmana provenienti dai paesi del Nord Africa, quelli in cella a Nuoro. Estremisti, o presunti tali, particolarmente “attenzionati” dagli agenti di polizia del nucleo Gom, il Gruppo operativo mobile, specializzato nella custodia e nel controllo dei detenuti ad altissimo indice di pericolosità, come quelli sottoposti al regime del cosiddetto 41 bis.
È proprio nella sezione del 41bis, che nel penitenziario barbaricino è stato ricavato il circuito di alta sicurezza As2. Trasferito il boss di Gomorra Antonio Iovine, dunque, la sezione viene ora utilizzata per questa nuova emergenza del ministero di Giustizia.
Poliziotti particolarmente preparati, gli agenti del Gom sono ora impegnati nella gestione di una situazione che di certo non è semplice. A Badu ’e Carros, per esempio, si sa che gli otto islamici si sono ricavati un proprio spazio per la preghiera quotidiana ad Allah. Nulla trapela, invece, sull’attenzione o meno alle regole di alimentazione dettate dalla religione musulmana. Come nulla si sa, se il carcere di Nuoro è destinato o no ad accogliere altri presunti terroristi islamici.
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