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Finanziaria, il voto in aula non sarà prima di fine marzo

CAGLIARI. Due mesi sicuri di esercizio provvisorio, ma potrebbe essere necessario anche il terzo, perché – come l’anno scorso – la Finanziaria non sarà approvata prima di marzo. Licenziati dalla...

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CAGLIARI. Due mesi sicuri di esercizio provvisorio, ma potrebbe essere necessario anche il terzo, perché – come l’anno scorso – la Finanziaria non sarà approvata prima di marzo. Licenziati dalla Giunta a dicembre, il documento contabile e i diversi allegati non sono stati ancora trasferiti alla commissione Bilancio del Consiglio regionale. Il che – stando alle previsioni – vuol dire che i tempi non saranno brevi. Oggi la stessa commissione darà il via libera ai due mesi di esercizio provvisorio, fino a febbraio, e domani sarà l’Aula a ratificare lo slittamento. Ma si sa già che i sessanta giorni di elastico diventeranno novanta. I tempi burocratici e politici non saranno certo brevi.

Contabilità e vertici. Appena la Finanziaria sarà consegnata al Consiglio – ma ieri la delibera di Giunta non era ancora pubblicata sul sito della Regione – comincerà l’iter. Sarà il presidente della commissione, Franco Sabatini del Pd, a decidere insieme agli altri consiglieri regionali il calendario delle audizioni che dovrebbero concludersi entro la prima settimana di febbraio. Poi ci sarà il secondo passaggio, quello più complicato sotto l’aspetto politico, con le scontate e varie riunioni di maggioranza, per decidere le correzioni volanti al testo presentato dall’assessore al Bilancio Raffaele Paci. Solo che questa volta potrebbe esserci qualche problema in più, con il dibattito sulla Finanziaria che andrà in parallelo con quello sulla verifica politica e il rimpasto in Giunta. Anche i tempi di questa secondo confronto all’interno del centrosinistra sono ancora incerti e potrebbero slittare almeno fino a febbraio. L’anno scorso, seppure in una situazione politica più tranquilla, la Finanziaria era stata approvata dal Consiglio a fine marzo dopo un confronto in aula durato due settimane e stavolta, com’è possibile, la fase preparatoria rischia di allungarsi proprio a causa dei problemi nella coalizione di centrosinistra.

I numeri. Mancano ancora diversi dettagli, per capire fino in fondo la manovra. Per esempio, non si sa quanto inciderà la spesa sanitaria sul bilancio della Regione che dovrebbe essere intorno ai 7,6 miliardi. L’anno scorso lo stanziamento per le Asl, gli ospedali e la spesa farmaceutica – tutte voci a carico della Sardegna – era stato di 3,7 miliardi, il 49,7 per cento del bilancio totale, e – stando alle indiscrezioni – il fabbisogno riconosciuto dovrebbe essere all’incirca lo stesso. La certezza è invece che rispetto al 2016 questa volta il cosiddetto margine di manovra dovrebbe essere aumentato di 60 milioni e tutti saranno destinati a interventi per il sociale, a cominciare dal reddito di cittadinanza.

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