Ganau: «La legge elettorale è da rifare»
Il presidente del consiglio regionale punta il dito anche contro la Severino: «È un’indecenza»
CAGLIARI. La legge elettorale regionale va approvata il più in fretta possibile. Poi c’è un’altra legge, stavolta nazionale, che invece, in alcune parti, «è indecente» ed è la Severino sulla sospensione dagli incarichi per gli eletti coinvolti in inchieste giudiziarie. Per finire con un terza legge che non si farà mai, quella sul blocco dei vitalizi ancora pagati ma solo ai vecchi consiglieri non a quelli di questa legislatura. Pensieri e parole sono del presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, che nel tracciare il bilancio del 2016, è andato oltre.
Legge elettorale. Bisogna modificare in fretta quella che è stata bocciata dalla magistratura, non garantisce la parità di genere e neanche la rappresentatività auspicata dagli elettori. «A giorni – ha detto Ganau – ai capigruppo presenterò una proposta elaborata insieme agli uffici del Consiglio e che corregge le troppe storture dell’attuale». Nella proposta non c’è nulla di politico «ma soluzioni tecniche – ha detto – – per superare l’incertezza in tempi rapidi. È vero che ci sono altre proposte, ma la discussione non è ancora cominciata e serviva una scossa».
Legge Severino. Per Ganau «è un’indecenza» e subito dopo ha spiegato: «Sono un garantista fino all’ultimo grado di giudizio ed ecco perché ogni sospensione prima della sentenza definitiva mi pare prematura». C’è anche un altro punto critico: «Nella Severino c’è una differenza di trattamento fra i vari incarichi istituzionali e questo non va bene». Non perché in questo Consiglio ci siano diversi indagati, compreso lui e qualche condannato, ma «perché di fronte alla legge dobbiamo essere tutti uguali».
Legge anti-vitalizi. C’è da mettersi l’anima in pace: non si farà. «È vero – ha detto Ganau – che avevo annunciato una legge per cancellarli, ma un’analoga iniziativa in Parlamento s’è arenata, perché, secondo alcuni pareri legali, i diritti acquisiti non possono essere toccati».
Leggi approvate. Trentotto nel 2016, diverse le grandi riforme ma più della metà modifiche o proroghe. «Esiste anche un problema di qualità legislativa – ha detto – ma spesso è la volontà politica a forzare la mano». Comunque l’anno scorso il Consiglio s’è riunito 77 volte per un totale di 219 ore e 39 minuti.
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