Un gruppo di ricerca da primato
Le grandi aziende dell’informatica hanno investito sull’idea del team sardo
SASSARI. A detta loro sono dei privilegiati perché fanno il lavoro più bello del mondo: «Hai la possibilità di gestire il tuo tempo e le tue energie, studi la materia che ti piace, lavori in maniera creativa, devi spremerti le meningi per trovare continue soluzioni, tiene in esercizio il cervello in maniera stimolante, hai contatti con persone diverse, trasferisci conoscenza ai ragazzi». Se poi ti capita anche l’occasione di coordinare un progetto così prestigioso come Cerbero, allora anche la propria autostima fa il pieno di tacche. E di trasfusioni di positività come questa, i ricercatori ne hanno proprio bisogno. «Ti ripaga di tutti i sacrifici che hai fatto sino a questo momento – dice Francesca Palumbo – vivere nel limbo perenne del precariato, avere un contratto sempre a scadenza, non poter mai pianificare a lungo termine non è facile». Però è la scelta di vita dei ricercatori. «Sinceramente in questi anni ho avuto contatti con aziende e avrei potuto dare una sterzata di stabilità alla mia vita: ma a quel punto non avrei più potuto fare il lavoro più bello del mondo». Invece Luca Pulina ha conquistato il suo piccolo posto in paradiso, e si gode il suo contratto a tempo indeterminato all’Università di Sassari come ricercatore in Ingegneria industriale e dell’Informazione. «La nostra giornata comincia alle 8 del mattino. Dopodiché facciamo una pausa caffè alle 10 e tiriamo avanti sino alle 13. Stiamo praticamente davanti a un computer lavorando ai nostri progetti o preparando le lezioni. La pausa pranzo dura 45 minuti, dopodiché chiudiamo il dipartimento alle sette di sera. Questi sono i ritmi quotidiani se svolgi il tuo lavoro con impegno e passione».
Ora per i due ricercatori il progetto Cerbero sarà un banco di prova molto pesante. «Il mio compito – spiega Francesca Palumbo – sarà quello di coordinare e monitorare a scadenze fisse e serrate il lavoro volto da ogni partner. Ci sono degli obiettivi prefissati da raggiungere, e io dovrò fare in modo che la tempistica venga rispettata. Ogni partner lavorerà molto per conto proprio, ma ci saranno anche dei momenti di confronto e di faccia a faccia. La nostra è una scommessa molto ambiziosa, perché nel settore dei sistemi cyberfisici o delle intelligenze artificiali ancora non esiste un polo leader. L’Europa ha puntato su di noi, perché crede che in questo mercato possiamo essere estremamente competitivi e imporre le nostre eccellenze. E se le aziende hanno investito è perché pensano di raccogliere i frutti nel 2020».
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