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Cubeddu rompe il silenzio «Il testimone dice bugie»

Cubeddu rompe il silenzio «Il testimone dice bugie»

Colpo di scena in tribunale, uno dei presunti assassini si proclama innocente

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NUORO. Il colpo di scena che nessuno si aspettava è arrivato quando l’incidente probatorio stava ormai volgendo al termine. Prima che il gip Mauro Pusceddu chiudesse l’udienza e comunicasse il rinvio al prossimo appuntamento del 27 febbraio per il deposito delle perizie sui telefonini cellulari del superteste Alessandro Taras, gli avvocati Patrizio Rovelli e Mattia Doneddu, difensori di Alberto Cubeddu, 21 anni, di Ozieri, in cella dal 24 maggio 2016 per concorso negli omicidi Monni a Orune e Masala a Nule, hanno annunciato che l’imputato voleva fare dichiarazioni spontanee. Così, per la prima volta, Alberto Cubeddu, cugino di quel Paolo Pinna, ora 18enne, che sarà processato con il rito abbreviato dai giudici del Tribunale dei minori per i due delitti, ha deciso di parlare. Parole che lasciano intendere quale sarà la linea difensiva e la strada processuale che sta per intraprendere, molto diversa e lontana da quella del cugino al quale finora era stato accomunato. «Sono innocente – ha detto Alberto Cubeddu in aula e questo hanno confermato i suoi avvocati all’uscita dell’incidente probatorio –. Sono totalmente estraneo ai fatti che mi sono attribuiti. Ritengo giusto questo confronto con i giudici che sono certo contribuirà a ristabilire la verità. Fare l’accertamento sui telefoni di Taras – hanno aggiunto gli avvocati Rovelli e Doneddu – servirà per accertare le bugie che ha detto e per chiarire la sua posizione».

Le parole di Alberto Cubeddu sono state ascoltate in un silenzio quasi spettrale in un’aula carica di tensione. Per la prima volta, infatti, si sono trovati faccia a faccia i genitori del minorenne Paolo Pinna, assistiti dall’avvocato Agostinangelo Marras, e i parenti delle due vittime. Insieme agli avvocati Rinaldo Lai, Antonello Cao e Margherita Baragliu si sono presentati i genitori e il fratello di Gianluca Monni. E con l’avvocato Caterina Zoroddu il padre, le sorelle e il fratello di Stefano Masala. Sguardi sfuggenti tra i due schieramenti, ma neppure una parola. Presente anche l’avvocato Maria Claudia Pinna che, insieme al collega Sergio Milia, difende il superteste Alessandro Taras.

Alberto Cubeddu è comparso in aula in occasione dei due incidenti probatori convocati dal gip Mauro Pusceddu per il deposito delle perizie depositate dall’esperto Giancarlo Rosa, che ha consegnato le ultime parti delle migliaia di informazioni ricavate dall'analisi di telefoni, tablet e pendrive sequestrati dai carabinieri a Paolo Pinna e a Piergiorgio Massaiu, difeso dall’avvocato Gianluigi Mastio, l’indagato che aveva avuto contatti con i due cugini sia prima sia dopo la scomparsa di Stefano Masala, 30 anni, di Nule, svanito nel nulla la sera del 7 maggio 2015, e l’omicidio di Gianluca Monni, 18 anni, di Orune, assassinato con tre fucilate mentre aspettava il pullman per andare a scuola la mattina dell’8 maggio 2015.

Chiuso quell’incidente probatorio, sul quale si discuterà il 27 febbraio quando le parti avranno preso visione di tutti i contenuti, migliaia e migliaia di pagine contenenti sms, messaggi, foto e video, il gip ha poi ascoltato e accolto la richiesta di perizia inoltrata dagli avvocati Rovelli e Doneddu sui tre telefonini cellulari di Alessandro Taras. Apparecchi che erano già stati controllati da un esperto ma sui quali non era stato possibile scoprire molto visto che sarebbero fortemente danneggiati, uno in particolare che sarebbe caduto in acqua.

Il consulente nominato dal gip consegnerà l'esito della perizia nell'udienza fissata per il 27 febbraio. (plp)

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