Elezioni, Mattarellum in salsa sarda
Proposta di tre consiglieri del Pd: un equilibrio fra maggioritario e proporzionale
CAGLIARI. In equilibrio fra il sistema maggioritario, con 32 collegi uninominali, e quello proporzionale per eleggere gli altri 26 consiglieri regionali. È un Mattarellum in salsa sarda la proposta di legge elettorale presentata da Gigi Ruggeri, Salvatore Demontis e Alessandro Collu, consiglieri regionali in carica del Pd e vicini all’ex segretario Renato Soru. È anche la sesta ipotesi su come potrebbe cambiare il sistema con cui, seppure fra molti disastri, sentenze e solo quattro donne elette, i sardi hanno votato nel 2014. Se una parte del Partito democratico, con in testa il vicecapogruppo Roberto Deriu, che ha presentato una sua proposta, continua a preferire il proporzionale, i tre puntano dritti sul maggioritario. Perché? «Perché rappresenterebbe meglio i territori e gli elettori, senza alcun vantaggio per i candidati delle città più grandi su quelli in corsa nelle altre circoscrizioni. Poi obbligherebbe i partiti a presentare i candidati migliori possibili per vincere le 32 sfide uninominali, ognuna con un bacino di 46.200 elettori, in cui non sono previste le preferenze mentre a contare sarebbe proprio la qualità del rapporto politico fra il candidato e i territorio in cui si presenteranno», ha detto Ruggeri. Mentre con la quota proporzionale e il ripescaggio dei migliori secondi nei collegi – ha spiegato Demontis – «sarebbe garantita la rappresentatività dei partiti, compresi i più piccoli sia della colazione vincente, sia di quella o quelle uscite sconfitte». Detto che a tracciare sulla carta i 32 collegi dovrebbe essere in futuro la Giunta, aggiunto che ci sarebbe l’incompatibilità del doppio ruolo per i sindaci dei Comuni sopra i 3mila abitanti, restano altri tre problemi: la parità di genere, gli sbarramenti e il premio di maggioranza. Sul primo la proposta dei tre consiglieri è questa: nei 32 collegi le liste dovranno presentare tra il 60 o il 40 per cento dei due generi. Mentre gli sbarramenti saranno dell’8 per cento per le coalizioni, del 4 per le liste singole e del 2 per quelle all’interno di un’alleanza. Infine, il premio di maggioranza destinato al candidato governatore che ha vinto: sarà del 55 per cento se ha ottenuto tra il-40 per cento dei voti validi, del 60 se avrà superato il 40 per cento.
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