Continuità, no dei soriani «Tariffa unica da rivedere»
Demontis e Collu bocciano le agevolazioni estese anche ai non residenti «Utilizziamo i fondi per sostenere le low cost e aiutare gli studenti pendolari»
CAGLIARI. La nuova continuità territoriale aerea? «Di sicuro voleremo meglio da ottobre in poi. L’assessore Massimo Deiana ha fatto un buon lavoro, ma non basta ancora. Sulla tariffa unica per dieci mesi l’anno non siamo d’accordo». Sono i consiglieri regionali del Pd Salvatore Demontis e Alessandro Collu a fare le prime pulci al modello appena presentato e che rimarrà in vigore per quattro anni, fino al 2021.
Scontro storico. Per Demontis e Collu «gli annunciati dieci mesi l’anno allo stesso prezzo fra residenti e non residenti va rivisto, perché le risorse economiche della Sardegna sono finite e non infinite. Di fatto – proseguono – saranno ancora i sardi a pagare le tariffe scontate agli altri passeggeri ed è proprio per garantire la stessa tariffa ai non residenti che la Regione sarà costretta a ridurre alcuni servizi».
Vecchie ruggini. Prima di entrare nel dettaglio del ragionamento proposto da Demontis e Collu vanno ricordati due particolari: uno politico, l’altro tecnico. Il primo: da sempre la corrente dell’ex governatore Renato Soru, cui appartengono i due consiglieri regionali, è contraria alla tariffa unica e più volte s’è scontrata in campo aperto sui trasporti con l’assessore Deiana, che invece è espressione di un’altra corrente, quella dei popolari-riformisti dell’area Cabras-Fadda. L’altro particolare è tecnico: questa volta la Regione per la Ct1 (Roma e Milano) metterà 21 milioni di fondi propri ogni anno, erano il doppio in passato, gli altri 30 saranno a carico dello Stato. Sono comunque anche quelli soldi della Sardegna, arrivati attraverso il Patto Renzi-Pigliaru, e quindi comunque potevano essere spesi in altro mondo, è il ragionamento dei due consiglieri.
Calcolo alternativo. «Sappiamo – scrivono – che l’ipotesi iniziale della giunta era garantire la stessa tariffa per residenti e non residenti per 12 mesi l'anno, con un costo complessivo di 67,8 milioni di euro come base d’asta per le compagnie aeree interessate a coprire il servizio da e per Alghero, Cagliari e Olbia verso Roma e Milano». È proprio dai 67,8 milioni che parte il calcolo di Demontis e Collu. «Per soli 10 mesi di tariffa unica la cifra dovrebbe a questo punto scendere intorno ai 52 milioni e quindi il risparmio per i due mesi estivi non coperti, luglio agosto, dovrebbe essere di 15 milioni». Per proseguire: «Supponiamo invece, con una stima per difetto, che il risparmio per tutti gli altri 10 mesi invernali possa essere di altri 15 milioni. Bene, avremmo preferito che quel risparmio (cioè ottenuto senza garantire gli stessi prezzi in quei 10 mesi- ndr) potesse essere utilizzato per abbassare ancora il costo dei biglietti per i residenti, oppure incrementare le rotte con le altre principali città italiane, attraverso la Ct2, o finanziare le low cost». Fino a questa conclusione: «Con 15 milioni a disposizione, e con circa 7 euro/passeggero, proprio le low cost garantirebbero 2.142 milioni di passeggeri, quasi pari al totale di quelli che hanno volato nel 2016 con la Ct1, però costata 44 milioni l'anno». Sempre con lo stesso risparmio – è la conclusione di Demontis e Collu – «avremmo potuto rendere gratuito il trasporto pubblico per gli studenti pendolari o garantito sconti per i sardi nei collegamenti per le isole minori».
La controproposta. Per i due consiglieri del Pd è questa: «Rispetto al modello proposto, si sarebbe potuta trovare una via intermedia sulla Ct1, con una tariffa da applicare ai residenti e una, più alta ma comunque calmierata, per i non residenti, Due tariffe insomma, perché non provarci?» Martedì la commissione trasporti del Consiglio darà il parere non vincolante sul modello: sarà un sì, oppure sarà chiesto all’assessore di modificare qualcosa? Chissà. (ua)
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