Sardegna: prove di turismo cinese
L’isola entra nei pacchetti estivi del Cits, il colosso asiatico dei tour operator
CAGLIARI. L’isola punta sui turisti cinesi. O almeno ci prova. L’assessore al Turismo, Francesco Morandi, ha incontrato Zhang Chunlei, il general manager del China international travel service, un colosso del turismo asiatico che nel 2015 ha fatturato 3 miliardi di euro. Il gruppo ha 36 filiali, 100 membri, otto uffici esteri e 1400 agenzie di viaggio. È il maggiore e più influente operatore del mercato turistico asiatico in Italia. Morandi vuole creare stabili rapporti di promo-commercializzazione con il coinvolgimento dei consorzi degli operatori isolani e il sistema aeroportuale sardo. Il direttore del Cits valuta la possibilità di scegliere l’Italia, e la Sardegna in particolare, per la sua programmazione di punta del 2017. Il progetto consiste, da una parte, nel confezionare ‘pacchetti-vacanza’ già dalla primavera che riguardano l’Italia e all’interno dei quali rientrerà l’isola.
Per la Sardegna sarà strutturata e si articolerà un’offerta ad hoc affinché su dieci giorni di vacanza, almeno tre possano interessare le attrazioni dell’isola.
Un secondo aspetto dell’accordo riguarda le campagne di promozione ‘Sardegna Endless Island’ da attivare in Cina su tutti i canali diretti e indiretti del tour operator asiatico. In previsione della strutturazione dei ‘pacchetti’ a breve sarà organizzato un educational tour sul territorio isolano destinato a giornalisti cinesi e imprenditori delle principali città asiatiche.
«Il posizionamento sul mercato cinese - dice Morandi - è uno dei nostri obiettivi per il 2017, anche in seguito al rinnovato interesse sviluppatosi in Estremo Oriente dopo la visita del presidente Xi Jinping nello scorso novembre. I riscontri di visibilità - conclude l’assessore - sono stati eccellenti e le richieste di vivere la stessa esperienza del massimo esponente cinese si moltiplicano».
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