La Nuova Sardegna

«Uranio killer», muore un ex ufficiale di Alghero

di Gian Mario Sias
Un'immagine d'archivio delle operazioni di rilievo della radioattività nei Balcani, dove si usarono proiettili con uranio impoverito
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Un'immagine d'archivio delle operazioni di rilievo della radioattività nei Balcani, dove si usarono proiettili con uranio impoverito

Il colonnello Claudio Caboni, 59 anni, lascia moglie e figlia dopo anni di malattia. Impegnato con la Brigata Sassari in venti missioni all'estero. La denuncia del deputato Mauro Pili: «Il fascicolo a una Commissione d'inchiesta»

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ALGHERO. «Il colonnello Claudio Caboni è l’ennesima vittima della strage di Stato ai danni dei militari sardi». Il deputato di Unidos, Mauro Pili, spara ad alzo zero contro le istituzioni. Esprime cordoglio e ammette la propria rabbia: «Per non essere ancora riusciti ad abbattere il muro di omertà che protegge lo Stato – urla Pili – che non vuole riconoscere la propria responsabilità, sempre più evidente, in questa strage». Parole al vetriolo che non rendono meno amara la fine di Claudio Caboni, algherese 59enne e ufficiale ex sassarino dell’esercito, che lascia la moglie e una figlia dopo una battaglia di alcuni anni con la malattia. Una perdita tragica per i familiari e per tutti quelli che lo conoscevano e che ne tratteggiano il ricordo con rispetto e stima.

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Una ferita resa ancora più dolorosa dalla presa di posizione dell’ex presidente della Regione. «Un nuovo e drammatico decesso – dice Pili – si tratta della morte di un ufficiale impegnato in oltre venti missioni all'estero e in numerose esercitazioni in Sardegna. Il colonnello Caboni si era rivolto nei mesi scorsi all’osservatorio nazionale per le vittime dell’uranio». Ma purtroppo non ce l’ha fatta. È morto ieri all’ospedale “Santissima Annunziata” di Sassari, dove era ricoverato.

«Non ha fatto in tempo a vedere riconosciuto il suo grave stato di salute – prosegue il parlamentare – secondo tutte le analisi a cui il militare si era sottoposto, la sua malattia è legata a chiare contaminazioni contratte durante il lavoro». Per questo, al cordoglio con cui si rivolge alla moglie e alla figlia, Mauro Pili aggiunge anche quel sentimento di rabbia, perché il militare di Alghero è «la 340esima vittima di una vicenda che lascia esterrefatti per la spregiudicatezza e l’irresponsabilità degli organi dello Stato. Eppure continuano a negare l’evidenza del nesso causale dei decessi denunciati come conseguenza delle missioni e delle esercitazioni». Secondo Mauro Pili, che conosceva la vicenda personale di Claudio Caboni e che anche per questo argomenta la sua presa di posizione in maniera circostanziata, «il decesso di un uomo con l’esperienza del colonnello Caboni e la sua decisione di affidare la propria situazione ai legali dell’osservatorio a pochi mesi dall’insorgere della malattia, conferma l’omertà che impediscono anche la tutela della propria vita».

Il deputato di Unidos non si fermerà: «Ho già chiesto alla commissione di inchiesta di acquisire anche questo ennesimo fascicolo», annuncia Pili. La morte di Caboni ha suscitato grande commozione ad Alghero, dove oggi alle 10.30 – nella parrocchia di Santa Maria Goretti – saranno celebrati i funerali in forma privata. Provato duramente dalla malattia nel fisico e nello spirito, il colonello non aveva comunque mai perso la voglia di combattere.

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