Monsignor Angelo Becciu salverà l’Ordine di Malta
Il prelato di Pattada è il nuovo delegato pontificio scelto da Papa Francesco Sostituisce il dimissionario Matthew Festing e dovrà riformare lo Statuto
SASSARI. Il clima si stava surriscaldando e per provare a controllare il termometro del “Sovrano militare ordine ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta”, noto più semplicemente come Ordine di Malta, Papa Francesco ha scelto l’arcivescovo Giovanni Maria Becciu che, da ieri, è il nuovo delegato pontificio dell’ordine cavalleresco in attesa che venga sostituito il Gran maestro dimissionario, l’inglese Fra Matthew Festing.
L’investitura del Papa. «All'inizio del cammino di preparazione in vista del capitolo straordinario che dovrà eleggere il nuovo Gran maestro del Sovrano militare ordine ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta con la presente la nomino mio delegato speciale presso quel benemerito Ordine». La firma che segue è quella di Papa Francesco che, tra le righe, ha annunciato la “stretta collaborazione” di Monsignor Becciu con il Gran commendatore dell’ordine Fra Ludwig Hoffmann von Rumerstein, che indosserà i panni del “Luogotenente interinale” per iniziare l’ opera di riconciliazione tra le componenti dell’Ordine di Malta e per “la preparazione di uno studio in vista dell'opportuno aggiornamento della carta costituzionale dell’Ordine e dello statuto Melitense”.
Monsignor Becciu. I compiti che spetteranno al prelato di Pattada sono fondamentali per il futuro dell’ordine cavalleresco che dipende dalla Santa sede: «In particolare – aggiunge Papa Francesco –, curerà il rinnovamento spirituale e morale dell’Ordine, specialmente dei membri professi, affinché si realizzi il fine di promuovere la gloria di Dio mediante la santificazione dei membri, il servizio alla fede e al Santo Padre e l'aiuto al prossimo, come recita la Carta costituzionale. Fino al termine del suo mandato, cioè fino all’elezione del Gran Maestro, lei sarà il mio esclusivo portavoce».
La spaccatura. Il lavoro di Angelo Becciu non sarà facile perché i rapporti tra i Cavalieri di Malta e il Vaticano sono complicati, perlomeno negli ultimi tempi. I primi segni di crisi tra l’Ordine e lo Stato pontificio sono arrivati a dicembre, quando il Papa ha chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta che avrebbe dovuto indagare sulla distribuzione di preservativi in Africa da parte del Gran cancelliere dell’Ordine, Albrecht Freiherr. Limitare lo scontro alla questione di condom, a cui il Papa non ha mai espresso una netta contrarietà, sarebbe però come dare la colpa del trabocco del proverbiale vaso solo all’ultima goccia. I timori di Papa Francesco riguardavano più che altro la condotta generale di Festing che avrebbe potuto generare spaccature tra i cavalieri. Il rapporto era già minato dalla fondamenta quando proprio Festing aveva risposto a una richiesta del pontefice con un inaudito invito a “restare fuori dalle questione interne”. Un vero e proprio precedente per un Ordine con 969 anni di vita alle spalle. Da qui alle dimissioni dell’ex Gran maestro, richieste espressamente dal Papa, il passo è stato brevissimo. Un po’ meno brevi, invece, dovranno essere quelli mossi dall’arcivescovo Angelo Becciu che è stato chiamato a rinfrescare la Costituzione dell’Ordine, che è anche uno stato sovrano con un seggio all’Onu, e a organizzare la successione di Festing. Il compito più difficile potrebbe essere quello legato alla riconciliazione delle componenti religiose e laiche. Un lavoro per cui era necessaria l’esperienza di Monsignor Becciu.
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