Incendi e intimidazioni quattro arresti a Sant’Antioco
SANT’ANTIOCO. Per due mesi tra Sant’Antioco e Calasetta è stato un susseguirsi di incendi, alcuni dei quali avevano messo in serio pericolo una decina di persone. E un altro episodio che aveva...
SANT’ANTIOCO. Per due mesi tra Sant’Antioco e Calasetta è stato un susseguirsi di incendi, alcuni dei quali avevano messo in serio pericolo una decina di persone. E un altro episodio che aveva suscitato orrore era stata l’uccisione del cane di un allevatore di Calasetta, impiccato alla cancellata del cimitero del paese. Gli incendi andavano di pari passo con varie minacce e la morte del cane fu l’ennesimo atto di feroce intimidazione. I carabinieri di Carbonia, Sant’Antioco e Calasetta hanno indagato sui diversi episodi e ieri hanno chiuso l’indagine con quattro arresti di persone che farebbero parte di due distinti gruppi criminali. L’operazione “Fire off” è stata condotta da cinquanta militari della Compagnia di Carbonia, della stazione di San'Antioco e del Comando provinciale di Cagliari, l’accusa per tutti e quattro gli arrestati è di incendi di pascoli, intimidazioni e minacce messe a segno, fra luglio e agosto del 2016.
In carcere sono finiti Christian Casula, di 29 anni, allevatore, Giovanni Pau, di 51, pescatore, Vittorio Pau, di 61, allevatore. Ai domiciliari lo studente Antioco Luigi Balia, di 21.
I due gruppi erano composti da Christian Casula e Vittorio Pau, accusati di aver appiccato i due incendi boschivi fra il 22 e il 23 luglio a Sant'Antioco. In un caso erano state a evacuate dieci persone e in un altro le fiamme avevano l'ambito una struttura per l’itticoltura, col rischio che esplodessero alcune bombole di gas. Del secondo gruppo facevano parte Giovanni Pau e Antioco Luigi Balia che, secondo l'accusa, avrebbero tentato di incendiare un casolare a Calasetta, intestato a un vicino di casa di Pau, lasciando sulle pareti anche numerose scritte minacciose. All'origine degli incendi boschivi, secondo quanto accertato dai carabinieri di Carbonia e Sant'Antioco, ci sarebbero dissidi per i pascoli e il desiderio di rendere più fertile il terreno dopo i roghi, mentre nel caso del casolare ci sarebbero stati problemi di vicinato e forse una donna contesa. Fra le contestazioni a Vittorio Pau c'è anche l'uccisione del cane.
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