Penalisti in guerra contro Davigo
Dura nota rivolta al presidente dell’Anm: «Deriva di intolleranza»
CAGLIARI. Le dichiarazioni del presidente dell’Anm - Associazione nazionale magistrati - Piercamillo Davigo a Porta a Porta sono «il presupposto di una deriva di intolleranza, autorefenzialità e totalitarismo giudiziario che sempre più sta separando la magistratura dal paese reale, in spregio dell’avvocatura e soprattutto del rispetto dei principii basilari del giusto processo»: a scriverlo in un durissimo comunicato è la Camera Penale di Cagliari, che in un’assemblea ha discusso quanto dichiarato da Davigo nel programma condotto da Bruno Vespa per invitare tutti gli avvocati iscritti alle camere penali «ad adottare le più opportune misure di reazione e di protesta». Il presidente dell’Anm ha contestato una lunga serie di regole processuali istituite con la riforma, come l’acquisizione in udienza delle prove. Davigo ha affernato tra l’altro che neppure dopo l’assoluzione si può parlare di innocenza dell’imputato, questo anche perché le prove acquisite nel corso delle indagini preliminari diventano spesso inutilizzabili al dibattimento e spesso vengono azzerate da leggi che precedono il giudizio. Per i penalisti serve un comunicato parte dell’Anm dove si spieghi se queste dichiarazioni siano condivise dal sindacato dei magistrati. La Camera Penale chiede che «di fronte a questa situazione insostenibile, l’Unione delle camere penali italiane richieda l’immediato intervento del Guardasigilli e del Csm perché inducano l’Anm ad un maggior rispetto dei principii costituzionali sul giusto processo». (m.l)
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