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Laura Laccabbadora un’isola da ridere

Laura Laccabbadora un’isola da ridere

“Capelli rasati, monociglio, giubbotto Dainese da dove spuntava fuori il colletto alzato di una polo nera, smartphone con la suoneria degli Istentales e scarponi neri”. È l’esilarante identikit di...

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“Capelli rasati, monociglio, giubbotto Dainese da dove spuntava fuori il colletto alzato di una polo nera, smartphone con la suoneria degli Istentales e scarponi neri”. È l’esilarante identikit di Gavino, il ragazzo che Laura Laccabbadora ha immaginato essere l’oggetto delle attenzioni di Chiara, la giovane che aveva scritto al sindaco di Alghero perché l’aiutasse a rintracciare l’amore incontrato al gate di un aeroporto.

Laura Laccabbadora, però, non è una persona fisica ma una pagina satirica “nativa del web” che in qualche anno ha messo insieme più di 200mila like. Il format funziona a meraviglia: Laura, che poi e l’avatar che nasconde la segretissima identità di uno studente universitario del centro Sardegna, si diverte a mettere in croce i comportamenti equivoci dei suoi conterranei dandoli in pasto ai seguaci di Facebook che dimostrano di gradire rilanciando i post di Laura Laccabbadora al punto da trasformarla in un’istituzione di Facebook, perlomeno in Sardegna. Ma siccome nella vita non sempre si può far ridere, la pagina si occupa anche di condividere le immagini dei sardi nel mondo, l’ultima è una bella bandiera dei quattro mori che sventola sui fiordi norvegesi e che precede una fotografia simile, scattata però in Perù davanti a una delle nuove sette meraviglie del mondo: le rovine di Macchu Picchu. Lo spirito è stato accantonato anche per condividere appelli o storie particolari. Insomma, un universo di contenuti in cui si può passare da una risata a una riflessione.

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