Migranti sardi a New York, spunta un valzer di Gershwin dedicato all'isola
Tra gli ingredienti del musical "Tell me more" c'è anche la nostalgia per la terra lontana
SASSARI. Nei primi mesi del 1925, una commedia musicale, fece in qualche modo circolare il nome della Sardegna tra i newyorkesi. L’autore delle musiche era George Gershwin mentre i testi erano di Buddy De Sylva e Ira Gershwin. Il musical si intitolava Tell Me More. Nel bel mezzo del secondo atto, in modo del tutto inatteso, lo spettatore poteva ascoltare un brano intitolato In Sardinia (Where the Delicatessen flows), un nonsense che parodiava con straordinaria ironia tutti i caratteri delle tipiche conversazioni tra migranti: la nostalgia per la bellezza del luogo lasciato, le sue ricchezze e la perdita di status che caratterizza la vita dell’esule.
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L'articolo è tratto dal libro «Sardinia. Un’isola nell’immaginario anglo-americano» (Editoriale Scientifica, 162 pagine, 16 euro), curato da Paolo Carta, Federica Falchi e Giampaolo Salice, pubblichiamo una parte del capitolo “Gershwin in Sardinia. Un’isola nell’immaginario dell’età del jazz”
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