Patto per la Sardegna la prima rata all’incasso
Il ministro Claudio De Vincenti in missione a Cagliari: «Ammonta a 277,6 milioni» Il governatore Pigliaru: «Vogliamo spenderli bene e in fretta. I progetti ci sono»
CAGLIARI. Alla faccia di chi finora ha sghignazzato sui 2.9 miliardi del Patto per la Sardegna. Altro che soldi dei Monopoli, era l’accusa dei gufi: la Regione sta per incassare il primo assegno circolare. Sarà di 277,6 milioni. «Siamo pronti, i progetti ci sono e possiamo spenderlo», ha detto il governatore Francesco Pigliaru nel faccia a faccia organizzato, a Cagliari, col ministro Claudio De Vincenti.
Tempi veloci. Chi ha la delega per risollevare il Mezzogiorno dalla recessione, l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha fretta di dimostrare come non solo Renzi, a suo tempo, ma anche il governo in carica – quello guidato da Paolo Gentiloni, che sabato era a Cagliari – punti molto se non tutto sullo sviluppo del Sud. «Perché se l’economia non cresce da Roma in giù, isole comprese, sarà più difficile far uscire l’Italia dalla crisi», è stata la facile profezia del ministro. Si sa: lui è impegnato nel mettere assieme un filotto di risultati concreti, sono quelli che i «cittadini toccano con mano», per far lievitare oltre al Prodotto interno lordo nazionale anche il consenso popolare, oggi offuscato, di chi governa.
Cabina di regia. Così appena sette mesi dopo la firma dell’accordo a Sassari con l’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il governatore Pigliaru ha detto al ministro in trasferta quando e come la Sardegna investirà i 200 milioni e oltre caricati quest’anno, tra l’altro con una velocità sorprendente rispetto al solito calendario del Bel Paese. «Nella prima riunione tecnica sul Patto – è stata la premessa di Pigliaru – abbiamo stabilito tempi stretti e le sei grandi aree di spesa, per evitare che i finanziamenti extra si perdano in mille rivoli».
La spesa. Il 50 per cento della prima tranche, 134 milioni e mezzo, sarà destinato all’edilizia scolastica, in aggiunta al progetto regionale Iscol@, e a quella sanitaria per migliorare la qualità degli ospedali. Poi ci sono i trasporti, dal ferro alla gomma, che a marzo riceveranno in dote altri milioni, sono all’incirca 300, grazie agli accordi speciali con il gestore della rete ferroviaria, la Rfi, e l’Anas. La lista è ancora lunga per l’anno in corso: smaltimento dei rifiuti, distribuzione dell’acqua, bonifiche dei territori inquinati. Con a seguire l’immancabile sviluppo economico e produttivo, poi il turismo, sempre più indispensabile, e anche la «necessità di rafforzare la macchina della pubblica amministrazione». Senza dimenticare che 45 milioni sono serviti per pagare gli ammortizzatori sociali: erano fermi dal 2014.
La ripresa. «Il Mezzogiorno – sono state le parole di De Vicenti – dal 2008 al 2014, sono gli anni della grande crisi, ha bruciato intorno al 13,8 per cento del suo Prodotto interno contro gli otto punti sempre in meno delle regioni del centro-nord. Dunque, con la recessione, purtroppo la forbice che c’era s’è allargata ancora. Anche se nel 2015 il Sud ha avuto uno scatto d’orgoglio e recuperato l’uno per cento contro lo 0,8 nazionale. Sono quei segnali di ripresa che con i Patti vorremmo accelerare».
La scossa. L’unica fetta del Mezzogiorno a essere rimasta indietro, con un ulteriore meno 0,7, è la Sardegna. «Per questo – ha aggiunto il ministro – qui serve uno sforzo maggiore. Da sola la prima tranche del Patto vale infatti l’uno per cento del Prodotto interno loro regionale e quindi è davvero un ottimo punto di partenza». I progetti del possibile nuovo Piano di rinascita – ha confermato la Regione – sono tutti pronti e già sul tavolo. «Partiamo – ha sottolineato Pigliaru – con l’obbligo di dimostrare, in tempi rapidi, che ogni euro speso avrà una ricaduta immediata sul territorio, per ricucire, come abbiamo scritto nel dossier consegnato a Renzi nel 2015, lo storico strappo provocato dall’insularità». E infatti il governatore ha ricordato altri due temi caldi: la metanizzazione, con la dorsale sarda presa di recente in carico dallo Stato, e i trasporti: 120 milioni spalmati su quattro anni sono in arrivo da Roma per migliorare la continuità territoriale aerea.
Altri soldi. C’è dell’altro ed è la partita finanziaria con il governo sui finanziamenti agli enti locali negati e sugli accantonamenti esagerati, quest’anno sono 684 milioni. «Confermo – ha detto De Vincenti – che è in corso una trattativa istituzionale e tutti vogliamo trovare l’accordo». Sarebbe bello immaginare una Sardegna ricca da un giorno all’altro di molti milioni nazionali, ottenuti ex novo o rimborsati, per sperare in un futuro migliore. Che per Pigliaru non è lontano: «Dobbiamo correre – ha detto – e il più in fretta possibile».
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