Fondi ai gruppi, rischio di giudizio penale per altri 65 consiglieri
Inchieste bis e ter al capolinea, in chiusura anche la legislatura 2009-2014. Nomi eccellenti nelle carte dell’indagine, udienze preliminari entro l’estate
CAGLIARI. Mentre il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau afferma ai microfoni di un’emittente televisiva locale che malgrado le tredici condanne di ieri per i fondi ai gruppi «la fiducia dei cittadini nelle istituzioni è salda» negli uffici della sezione di polizia giudiziaria della Procura continuano a transitare senza sosta atti giudiziari che riguardano le posizioni di consiglieri ed ex consiglieri regionali. Conti alla mano, tenuto conto delle archiviazioni richieste dal pm Marco Cocco e disposte dall’ufficio del gip, ad andare verso il giudizio sono complessivamente altre 65 posizioni, comprese quelle di onorevoli già indagati per la legislatura precedente o già condannati nel procedimento principale appena concluso davanti alla prima sezione del tribunale. Se le indiscrezioni raccolte in questi giorni dovessero trovare conferma, alla conclusione del ciclo di indagini - che vanno avanti ormai da oltre sette anni - il numero dei politici regionali coinvolti nel procedimento per peculato nato dagli esposti della funzionaria Ornella Piredda dovrebbe superare il centinaio. Come dire: un’intera generazione di politici che rischia di essere spazzata via dalla magistratura.
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L’inchiesta-bis. Chiusa l’inchiesta-bis per 46 indagati, tutti accusati di peculato aggravato, la gran parte del centrosinistra nella legislatura 2004-2009, la Procura attende per questi onorevoli la fissazione dell’udienza preliminare ma nel frattempo si appresta a chiudere anche la prima parte dell’indagine sulla legislatura 2009-2014, dove ricompaiono nomi già compresi nelle prime liste e nomi non ancora sfiorati dal procedimento penale. Il lavoro d’indagine, basato su conti correnti bancari, atti dei gruppi e testimonianze, è sostanzialmente concluso. Carabinieri e Guardia di Finanza hanno messo insieme una montagna di carte, che secondo indiscrezioni sembra confermare come la consuetudine di spendere i fondi del consiglio regionale senza controllo fosse ben radicata e come neppure le notizie sui procedimenti in corso l’abbiano sradicata.
Spese pazze. Si parla di spese ai confini dell’incredibile, del tutto esterne all’attività politica, senza che negli uffici dei gruppi comparisse alcuna pezza giustificativa. Il segreto investigativo resta solido su buona parte del materiale raccolto dalla polizia giudiziaria, solo alla notifica della chiusa indagine si aprirà un nuovo capitolo pubblico su quanto il processo concluso lunedì scorso ha certificato con una sentenza di primo grado.
Gli altri gruppi. L’ufficio del pubblico ministero è impegnato nell’esame degli ultimi rapporti che dovrebbero riguardare il centrodestra e altri gruppi minori, nel periodo che ha preceduto la legge con cui la massima assemblea regionale ha cassato definitivamente i fondi destinati all’attività politico-istituzionale dei gruppi. Fra i nomi di maggiore spicco compaiono quelli dei parlamentare del Pd Silvio Lai e Marco Meloni, di Giovanni Giagu, di Siro Marrocu, di Giacomo Spissu, di Salvatore Mattana, Nazareno Pacifico, Mario Bruno, Chicco Porcu tutti del centrosinistra, ma anche di esponenti del Psd’az come Efisio Planetta e dell’Udc e del centrodestra come Andrea Biancareddu, Sergio Milia, Andrea Artizzu e Giorgio Oppi. Tra i nomi ricorrenti, da un’inchiesta all’altra, Giommaria Uggias - appena assolto dal tribunale per la legislatura 2004-2009 - Sergio Marracini, i fratelli Alberto e Vittorio Randazzo, Salvatore Amadu e Beniamino Scarpa.
Tempi tecnici. Impossibile fare previsioni sui tempi necessari per avviare i prossimi processi, che dovrebbero essere almeno due. Secondo indiscrezioni la Procura dovrebbe concludere il suo lavoro tra giugno e luglio. Alcuni indagati avrebbero proposto già in questa fase il patteggiamento della pena.
Sospensione. Intanto nelle prossime ore la Procura comunicherà alla Prefettura il dispositivo della sentenza di lunedì perché venga aperta la procedura di sospensione dalla carica dei consiglieri Oscar Cherchi, Mario Floris e Alberto Randazzo.
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