La Nuova Sardegna

Province, arrivano i soldi Dal governo 20 milioni

Chiusa la disputa con Palazzo Chigi dopo che la Sardegna era stata tagliata fuori Erriu: «Ora potremo garantire i servizi». Paci: «Siamo soltanto al primo round»

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CAGLIARI. C’è voluto qualche giorno in più per spiegare che «era solo un’ingiustizia», ma alla fine il governo ha capito di aver fatto una fesseria. La Sardegna non sarà più tagliata fuori dal fondo nazionale che risusciterà le Province. Quest’anno avrà i 20 milioni sollecitati molti mesi fa, saranno 30 dal 2018 in poi, e soprattutto a Roma è riuscita a far passare un principio. Questo: se le Regioni a Statuto speciale contribuiscono a risanare il debito pubblico nazionale, e lo fanno eccome, devono anche partecipare alla distribuzione dei finanziamenti. È finita così, con una vittoria, la disputa che dall’inizio del mese aveva contrapposto la Regione allo Stato per quello che, a Roma, chiamano il «fondone per gli Enti locali», compresa la Città metropolitana di Cagliari. Fino a poche settimane fa il governo aveva deciso, senza neanche un perché chiaro, di escludere Sardegna, Sicilia e Friuli Venezia Giulia dalle quote destinate a coprire i costi delle Province. Province, va ricordato, che sembravano destinate a scomparire e invece ci sono ancora dopo la sconfitta di Renzi nel referendum costituzionale. Con un colpo di mano, Palazzo Chigi aveva depennato le Speciali dal decreto con cui assegnava, solo alle Regioni ordinarie, oltre 600 milioni di euro, per far ripartire diversi servizi essenziali, ad esempio la manutenzione delle scuole e delle strade. Stavolta però la sollevazione istituzionale ha funzionato. Dopo non avere firmato il primo accordo sulla proposta del governo, la Sardegna s’è messa a capo della rivolta. Sostenuta dall’Anci nazionale e da altre Regioni, alla fine ha portato a casa il risultato.

Doppia soddisfazione. Il bollettino della vittoria è stato diffuso quasi in contemporanea da due assessori – Cristiano Erriu (enti locali) e Raffaele Paci (bilancio) ma chissà perché con comunicati diversi e non uno solo. A parte questo mistero, Erriu ha detto: «Abbiamo messo rimedio a un’ingiustizia e, con l’arrivo dei 20 milioni, sarà possibile garantirà la continuità amministrativa e la qualità dei servizi per i cittadini». Con subito dopo un altro annuncio: «Abbiamo gettato le basi per trasferire in capo alla Sardegna la gestione del sistema della finanza locale». Il che vuol dire: sarà la Regione a trasferire quanto dovuto alle Province, ai Comuni e alla Città metropolitana dopo aver ricevuto, a sua volta, i soldi dallo Stato. Ci sarà quindi un passaggio in meno e tutto dovrebbe essere più semplice. Nel secondo comunicato, a dichiararsi soddisfatto è stato l’assessore Paci, che giovedì scorso, a Roma, aveva fatto pressing sul governo, in particolare sul sottosegretario Gianclaudio Bressa, proprio «per aver riottenuto quello che era ed è un sacrosanto diritto della Sardegna». Ma la sfida finanziaria, come ricordato sempre da Paci, non è finita: «Continueremo – ha ribadito – a dare battaglia prima di tutto sugli accantonamenti (sono 684 milioni l’anno) che dovranno essere sicuramente ridotti a partire dalla prossima Finanziaria nazionale, quella del 2018, ma già da quest’anno vogliamo farci riconoscere il diritto di tenere nelle casse regionali parte degli accantonamenti e poi anche partecipare al riparto dei fondi destinati alle altre Regioni e a quello per il rimborso dei farmaci innovativi». Secondo l’assessore, la prima vittoria ottenuta a Roma, è quella appunto sulla vertenza Province, «conferma che da parte del governo c’è un’apertura importante e, nei prossimi giorni, insisteremo sul resto delle partite sul tavolo».

La stoccata. Come sempre è arrivata da Forza Italia e stavolta a firmare il comunicato è stato Ignazio Locci, vicepresidente del Consiglio regionale. «L’ultima intesa governo-Regione sulle Province non è altro che il solito accordo firmato al ribasso. I 20 milioni ottenuti non sono certo sufficienti, lo sa bene l’assessore Erriu, mancano almeno altri 34 milioni. Ecco perché continueremo a denunciare le malefatte di una giunta che firma accordi farsa in cui alla Sardegna sono concesse sempre e solo le elemosine». (ua)

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