La Barracciu sceglie il silenzio
Solo una memoria scritta per il tribunale, discussione e sentenza il 13 giugno
CAGLIARI. Francesca Barracciu non parlerà nell’aula del tribunale, non risponderà alle domande del pubblico ministero ma affiderà la propria difesa dall’accusa di peculato a una memoria scritta che verrà consegnata al presidente del collegio Massimo Poddighe due settimane prima del 13 giugno, la data stabilita per la chiusura formale del dibattimento pubblico in cui l’ex sottosegretaria è imputata. Nella stessa udienza verrà svolta la discussione e forse sarà emessa la sentenza.
La scelta di restare in silenzio è stata confermata dal difensore, l’avvocato Franco Luigi Satta. Scelta prevedibile, in linea con la strategia adottata fin dall’avvio del processo, giocato quasi tutto sulle carte quasi fosse una causa civile. L’ultimo colloquio tra l’ex consigliera regionale e il pm Marco Cocco resterà dunque quello in cui, preso atto della seconda contestazione per 48 mila euro seguita ai famosi 33 mila spesi in carburante - legislatura 2004-2009 - la Barracciu si riservò di chiarire tutto in un successivo faccia a faccia col magistrato, che però non si è mai svolto. Oltre ai verbali del primo e unico esame - in quella fase la Barracciu era difesa da altri avvocati - i giudici hanno a disposizione la corposa relazione in cui erano state elencate le decine e decine di trasferte compiute dall’esponente del Pd per ragioni politico-istituzionali, viaggi in auto che avrebbero dovuto spiegare le spese sostenute in carburante fino a raggiungere la rispettabile somma di 33 mila euro. In realtà quella memoria si è trasformata nel corso dell’inchiesta in un boomerang giudiziario, perché proprio basandosi su quei dati e incrociandoli con quelli della carta di credito e del bancomat in uso all’ex sottosegretaria la sezione di polizia giudiziaria ha potuto dimostrare che l’indagata in più di un’occasione si trovava altrove e talvolta all’estero., come il pm Cocco ha ricordato in aula alla scorsa udienza. In altre parole quella memoria elaborata e depositata a scopo difensivo è diventata una prova d’accusa molto pesante cui l’imputata non ha replicato.
Ieri sono stati sentiti su richiesta della difesa Sebastiano Mazzone e Michela Mura. Entrambi esponenti del Pd, i due testimoni hanno riferito sugli incontri politici organizzati dalla Barracciu - che era presente in aula - alla sede cagliaritana della società Evolvere, che fa capo al compagno dell’imputata. Per l’uso della sala e un frugale servizio di catering il gruppo del Pd saldò una fattura di tremila euro riferita a una decina di riunioni svolte nel 2009. L’accusa sostiene che si tratterebbe di una spesa impropria, i testi hanno raccontato come si svolgevano gli incontri e di cosa si parlasse. Al controesame dell’accusa l’udienza si è riscaldata: l’avvocato Satta si è più volte opposto e ha chiesto al tribunale di non ammettere le domande, sostenendo che erano estranee al procedimento. Il presidente ha lasciato proseguire il pm. (m.l)
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