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Rimpasto, Pigliaru ufficializza i nomi

Rimpasto, Pigliaru ufficializza i nomi

Mercoledì il giuramento dei nuovi assessori. Il PdS: ci aspettavamo delle nomine di più alto profilo

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CAGLIARI. A Claudia Firino verrà concesso l’onore delle armi. Fino a lunedì mattina sarà ancora lei l’assessore regionale alla cultura, e darà il benvenuto al ministro alla pubblica istruzione, Valeria Fedeli, annunciata quel giorno prima a Cagliari e poi a Ghilarza. Dall’indomani al suo posto ci sarà il nuovo assessore, che come si sa da tempo è Giuseppe Dessena, il suo ex capo di gabinetto. È questo atto di cortesia – tra l’altro sollecitato dal senatore Silvio Lai del Pd – ad aver cambiato l’agenda del rimpasto. La presentazione della Pigliaru-bis non sarà più oggi, ma martedì. Però in questi giorni d’attesa la situazione è comunque cristallizzata: non potranno esserci colpi di scena. La nuova squadra è ufficiale. Il governatore l’ha comunicata ai capigruppo di maggioranza, in una riunione ristretta a cui ha partecipato anche il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau. Senza nessun passaggio in coalizione e senza neanche un confronto allargato alle segreterie di partito, Pigliaru ha ribadito che i nuovi assessori saranno quattro, mentre due dei vecchi andranno via. A uscire di scena saranno Claudia Firino, a suo tempo indicata da Sel, partito che oggi non esiste più, e Francesco Morandi (turismo) in quota Centro democratico. Ai due la revoca della delega è stata consegnata nella tarda mattinata di ieri. Sempre martedì Pigliaru firmerà il decreto di nomina dei quattro ingaggiati e anche i loro nomi si sanno da giorni. I nuovi assessori sono Filippo Spanu, attuale capo di gabinetto del presidente, che succederà al dimissionario Gianmario Demuro agli affari generali. Poi l’ex consigliere regionale del Pd renziano e commercialista Pier Luigi Caria, che prenderà il posto di Elisabetta Falchi, anche lei dimissionaria ma per motivi politici, all’agricoltura. E infine Barbara Argiolas, Pd soriano, al turismo e appunto Giuseppe Dessena, ex Sel ma voluto dall’area prossima a passare nelle fila dei fuoriusciti del Pd, alla cultura. La comunicazione è avvenuta, almeno nelle stanze del Consiglio regionale, in un clima pare sereno. Ad ascoltarlo, oltre a Ganau c’erano Pietro Cocco, Pd e Daniele Cocco, ex Sel, che è uno dei tre consiglieri prossimi al passaggio fra i Dp, gli altri sono Luca Pizzuto ed Eugenio Lai. Al tavolo anche Pierfranco Zanchetta, Upc, Roberto Desini, Partito dei sardi, Fabrizio Anedda (Sinistra sarda) e Gaetano Ledda (La Base). Tutti hanno preso atto delle decisioni di Pigliaru e del fatto che mercoledì pomeriggio i neo assessori giureranno in aula. Subito dopo ci sarà il dibattito e allora sì che il clima potrebbe essere molto più teso. Perché questo rimpasto è destinato a lasciare un bel po’ di strascichi. A cominciare dall’esclusione dalla giunta del Campo progressista, in cui sono da giorni confluiti i parlamentari Luciano Uras e Roberto Capelli, più il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, Francesco Agus, consigliere regionale ex Sel, e Anna Maria Busia del Centro democratico. Il Cp è stato tagliato fuori dopo l’addio imposto a Firino e Morandi. Uras e Capelli hanno scatenato già un putiferio e continueranno a farlo. Anche nel Pd non mancano i malumori: a sorpresa alcuni territori non sono rappresentati, ad esempio Oristano. A essere molto critico, alla vigilia, è anche il Partito dei sardi: «Ci aspettavamo un rimpasto di più alto profilo. Questo è un pasticcio», il segnale lanciato. Però nonostante tutto Pigliaru avrà lo stesso i voti in aula per arrivare a fine legislatura. Con una novità: gli assessori dovranno raggiungere risultati precisi. Sono quelli contenuti in quella che è stata ribattezzata la nuova lettera d’ingaggio. Martedì mattina, prima riunione della Pigliaru bis, la riceveranno dalle mani del presidente.

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