Il marchio Sardegna oltre il solito turismo
L’anno scorso c’è stato il boom: più 10 per cento nelle presenze. Un record importante quello del rilancio dopo troppe stagioni difficili ed è stato , conquistato dalla Sardegna nonostante i soliti...
L’anno scorso c’è stato il boom: più 10 per cento nelle presenze. Un record importante quello del rilancio dopo troppe stagioni difficili ed è stato , conquistato dalla Sardegna nonostante i soliti problemi nei trasporti, stavolta più degli aerei che delle navi. Anche il marketing è stato più aggressivo di altre volte, con la partecipazione a fiere in nuovi mercati europei e la presenza incisiva del marchio Sardegna all’Expo, sulle magliedel Cagliari calcio e da maggio all’edizione del centenario del Giro d’Italia. Ma oggi al turismo non manca solo una legge moderna di autogoverno, è all’esame del Consiglio regionale fra troppe polemiche, non c’è neanche quella che gli esperti chiamano una «proposta unitaria» soprattutto sul web. Ad esempio è sempre netto il distacco tra l’offerta turistica pura, cioè sole, mare e spiagge, e quella delle zone interne, a cominciare dalle tradizioni fino all’enogastronomia. Con i Giganti di Mont’e Prama molto è cambiato e i testimonial arrivati dal passato sono serviti eccome per diffondere un’immagine tutta nuova della Sardegna. Però l’isola continua a essere conosciuta poco in Europa e nel mondo. Internet, lo sanno tutti, è il miglior veicolo pubblicitario del pianeta, la Sardegna continua a sfruttarlo poco e spesso anche male.
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