Riformatori Accise contese, istanza a Roma
CAGLIARI. I Riformatori continuano la loro battaglia per le accise, che sono le imposte di fabbricazione sui prodotti petroliferi. Da sempre dicono che lo Stato nega alla Sardegna un diritto. Quale?...
CAGLIARI. I Riformatori continuano la loro battaglia per le accise, che sono le imposte di fabbricazione sui prodotti petroliferi. Da sempre dicono che lo Stato nega alla Sardegna un diritto. Quale? A Sarroch c'è la raffineria della Saras e su quella produzione i sardi devono ottenere quanto è dovuto, secondo la loro versione. Invece lo Stato trasferisce alla Regione solo le accise calcolate sulla benzina e sul gasolio consumati nell'isola. Secondo i Riformatori, è «un errore clamoroso, con almeno tre miliardi l’anno che scompaiono dalle entrate del bilancio regionale». È questo il senso anche dell'istanza che i referendari hanno consegnato, nei giorni scorsi, al rappresentante del governo in Sardegna, per trasmetterla a Palazzo Chigi. Va ricordato che già una volta lo Stato ha vinto una causa simile sulle accise contese davanti alla Corte costituzionale. Ma secondo i Riformatori quella sentenza «è zeppa di contraddizioni» e non ha sciolto i dubbi sul pagamento delle imposte sui prodotti petroliferi. Ora bisognerà vedere quale sarà la nuova risposta del governo, anche se i Riformatori sono decisi ad andare fino in fondo. «Se i diritti della Sardegna - dicono - non saranno riconosciuti da Roma, ci rivolgeremo alla Corte Europea». È una sfida – sostengono i referendari – che «vogliamo portare fino in fondo nell’interesse della Sardegna che non può continuare a subire in silenzio le decisioni del governo centrale».
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