Turismo, puntare sui piccoli eventi
La Uisp promuove la legge: per la prima volta non si pensa solo al balneare
SASSARI. Una nuova legge per il turismo. La commissione regionale la mette a punto, ma intorno al nuovo testo continua lo scontro tra le imprese che di turismo vivono. Dopo le proteste di Federalberghi contro il disegno di legge, e la risposta dei responsabili delle associazioni di B&b che hanno difeso l’impianto della legge, intervengono anche i vertici della Uisp. L’associazione si occupa anche di eventi sportivi, tempo libero, e cicloturismo. «Rileviamo positivamente l'accoglimento di alcune osservazioni presentate a suo tempo alla Commissione del Consiglio regionale – spiegano –. Sicuramente positiva la modifica delle norme sulla governance e programmazione del settore che coinvolge anche le associazioni sportive e di promozione sociale, riconoscendo, non solo il ruolo del terzo settore nella vita pubblica ma, anche, la grande capacità di mobilitazione di flussi consistenti». L’associazione mette in evidenza come ci sia un legame stretto tra territorio, paesaggio e ambiente. E come questo connubio generi un forte movimento turistico. «Il turismo sportivo e attivo sono un segmento in continua crescita che, oltre a portare reddito e occupazione, contribuiscono in modo determinante alla destagionalizzazione dei flussi e propongono la Sardegna come meta non solo balneare. In questo senso va dato merito alla Commissione che, forse per la prima volta, introduce in termini legislativi la valenza strutturale della rete sentieristica in Sardegna. Questa nuova infrastruttura, al pari della rete ciclabile e del trenino verde, diventa un nuovo grande attrattore turistico gestito direttamente dalla Regione e le sue articolazioni operative, come l'Agenzia Forestas». Alla Uisp piace il documento. «In questo senso è positivo il testo licenziato dalla Commissione, che recepisce le osservazioni fatte a suo tempo anche dalla Uisp che riguardano la progettazione e la gestione pubblica della rete sentieristica». Ma non tutto viene promosso. «Restano alcuni elementi ancora non accolti. In particolare il riferimento all’uso turistico di strutture montane come cuiles, pinnette, rifugi, di supporto al movimento turistico. Strutture semplici, non raggiunte da strade, senza rete elettrica che, oltre a rappresentare reddito per i proprietari o gestori, siano di accoglienza e servizio. Stesso ragionamento si potrebbe fare per le ippovie. Manca la previsione di posti tappa e ricovero.Abbiamo fatto anche notare come sia del tutto assente una norma che individui la promozione di eventi con, al centro, le attività sportive e il turismo attivo per tutti, famiglie e bambini compresi. Oggi è possibile ottenere un finanziamento solo per grandi eventi riservati a gare e competizioni oppure per sagre e fiere. Riteniamo utile richiamare questo aspetto per diverse realtà territoriali, soprattutto piccoli comuni che, attraverso la valorizzazione dell'ambiente e la sua fruibilità a livello turistico e sportivo, combattono la crisi e lo spopolamento».
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